Per Georg Baselitz “Archinto” è l’omaggio a Venezia

La mostra apre oggi e presenta dipinti e sculture dell'artista tedesco. Il Museo Grimani presenta anche il riallestimento della sala del Doge

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Georg Baselitz
Il gruppo di Dioniso è esposto nella Sala del Doge al museo Grimani di Venezia

L’esposizione di Georg Baselitz “Archinto” propone un gruppo di opere pensate per la Sala Partengo del Museo Grimani a Venezia. Il palazzo a Santa Maria Formosa accoglie i visitatori col riallestimento del locale del Doge in cui sono posizionate alcune statue.


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Perché la mostra di Georg Baselitz “Archinto” a Venezia?

L’artista tedesco parte dal ritratto del Cardinale Filippo Archinto di Tiziano per concettualizzare una propria forma artistica. I suoi lavori si allontanano dallo stile rinascimentale per assumere un proprio carattere. Col metodo delle immagini invertite Baselitz rielabora quindi le idee del passato utilizzando un linguaggio diverso. La scelta della città lagunare nasce dalla lunga storia di Venezia, dalla sue tradizioni e dall’ambientazione. Hanno contribuito alla sua formazione e allo sviluppo del suo modo di esprimersi Willem de Kooning e Philip Guston.

Il riallestimento della Sala del Doge

Dopo la sistemazione della Tribuna del patriarca Giovanni Grimani, il museo veneziano si è occupato dell’ambiente di rappresentanza. Il patriarca di Aquileia nel 1568 fa costruire la Sala del Doge, uno spazio in onore di Antonio, mercante e primo governatore della famiglia. I materiali impiegati per la realizzazione del locale indicano l’importanza della dinastia e la loro influenza sul territorio. Le decorazioni e le architetture infatti sono in alabastro giallo, serpentino verde e porfido rosso. Era in relazione con la loggia e creava una struttura ampia che si adatta alle esposizioni di opere d’arte.

Statuaria antica negli spazi rinnovati

Il riallestimento, promosso dalla direzione dei Musei del Veneto e Venetian Heritage, è basato sulle fotografie della National gallery di Washington. Pertanto all’interno delle stanze si trovano ora alcune sculture, tra cui il gruppo di “Dioniso appoggiato a un satiro”. Altre statue sono disposte nel vestibolo della cappella, nel Camerino di Callisto e nella Sala di Psiche. Una pubblicazione descrive l’intervento e i capolavori esposti.

La mostra di Georg Baselitz “Archinto”

Baselitz sperimenta in pittura le tecniche di incisione, creando delle tele con immagini non definite. Stende il colore su due supporti diversi e li unisce, senza lasciare asciugare la pittura. La pressione, il mescolarsi delle tinte creano effetti materici e vibranti. inoltre, l’artista presenta le sculture “Zero mobile”, Marokkaner (Marocchino) e Bündel (Fascio). Sono opere in rame e bronzo poco lavorate, ma solide che si distaccano dall’estetica dei dipinti. La mostra apre oggi e prosegue fino al 27 novembre 2022.