Il numero delle esecuzioni è in calo, lo dice il rapporto di Amnesty International.

La campagna di Amnesty per fermare la pena di morte prosegue da oltre quarant’anni e oggi si ha un dato positivo: il 2018 è stato l’anno con il minor numero di esecuzioni tra gli ultimi dieci anni.

Più di 40 anni fa, Amnesty International ha lanciato una campagna per l'abolizione della pena di morte. Il rapporto del 2018 evidenzia un calo delle esecuzioni.
Più di 40 anni fa Amnesty International ha lanciato una campagna per l’abolizione della pena di morte

Sono state almeno 690 le esecuzioni nel 2018, a fronte delle 993 dell’anno precedente, con una diminuzione globale di quasi un terzo.

Vari stati hanno preso l’iniziativa per porre fine alle esecuzioni:
il Burkina Faso ha adottato un nuovo codice penale abolizionista; Gambia e Malesia hanno annunciato una moratoria ufficiale sulle esecuzioni. Negli Usa, a ottobre, la stato di Washington ha dichiarato incostituzionale la pena di morte.
E, per la prima volta, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, 121 stati hanno votato per una moratoria globale sulla pena di morte.

Le esecuzione sono avvenute in 20 paesi nell’anno precedente, tre in meno del 2017 e 11 in meno del 1999.

Sono in calo le sentenze di pena di morte. Rispetto al 2017 c'è una diminuzione globale di un terzo.

Nessun riscontro di esecuzioni in Bahrain, Bangladesh, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Malesia e Stato di Palestina che invece ne avevano eseguite nel 2017.
Importanti decrementi nel numero delle esecuzioni si sono registrati in Iraq e Pakistan, dove il il numero si è abbassato ad un terzo di quello del 2017; mentre Somalia e Iran ne hanno dimezzato il numero.

Nonostante questi decrementi, l’Iran conta più di un terzo di tutte le esecuzioni globali: 253 nel solo 2018. E il 78% di tutte le sentenze capitali è stato eseguito in soli quattro paesi: Iran, Arabia Saudita, Vietnam e Iraq.

La preoccupazione per l’applicazione della pena capitale non è dunque alla sua fine. Nel 2018 Botswana, Sudan, Taiwan e Thailandia hanno ripreso le esecuzioni; in Bielorussia il loro numero è addirittura raddoppiato. In Giappone e a Singapore, hanno raggiunto i numeri più alti degli ultimi dieci anni.

Preoccupazione anche per l’uso estensivo della pena capitale in Vietnam dove le esecuzioni sono state 85 e per gli USA, dove queste sono in aumento da due anni. Leggi cosa sta succedendo in Texas.

Come ogni anno, rende noto il rapporto Amnesty, i valori non includono le migliaia di esecuzioni […] in Cina, dove i dati sulla pena capitale continuano a essere classificati come segreto di stato.

Il valore totale delle condanne a morte risulta essere in lieve diminuzione a livello globale. Contro corrente vanno però Egitto, Iraq, Libia, Emirati Arabi, Kuwait e Ghana dove il numero delle condanne è in aumento; in particolare per la Libia è passato da 3 del 2017 a 45 del 2018.

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