Pedopornografia online: spesso il materiale rivenuto proviene dai social

La Polizia Postale: “Circa la metà del materiale rinvenuto nei siti pedopornografici proviene dai social di mamma e papà”. Il Magistrato Sellaroli spiega i rischi. Marziale: “Genitori siano di buonsenso”

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Pedopornografia onlie

La parola sharenting è un neologismo nato con la diffusione dei social ed è formata dall’unione della parola sharing (condivisione) e parenting (genitorialità). Lo sharenting, in poche parole, fa riferimento all’eccessiva condivisione sui social media di immagini dei propri figli. Ricordi intimi, progressi nella crescita, momenti teneri. Ma attenzione: la sovraesposizione di bambini e adolescenti sulle piattaforme digitali nasconde delle insidie.

Un grido di allarme arriva dalla Magistratura

Il magistrato Valentina Sellaroli, ha dichiarato: pubblicare su internet le foto dei propri figli può inizialmente sembrare un gesto innocente, ma di per sé è un gesto che può portare dei rischi importanti. Questa azione può raggiungere un numero di persone, conosciute e non, incredibilmente ampio. Non è come mostrare la foto in una scrivania. In questo modo i bambini vengono esposti a un pubblico di persone che possono anche non avere buone intenzioni. E magari interessarsi a loro in maniera poco ordinaria.


Pedopornografia casi in aumento sul web


Tribunale di Torino

Tra i tanti pericoli nascosti, secondo la PM del Tribunale per i minorenni di Torino, c’è anche quello che queste foto vengano usate per scopi pedopornografici. Alcuni soggetti abitualmente salvano le foto dei bambini online e, con procedimenti di fotomontaggio più o meno avanzati, ne traggono materiale che verrà convertito in pedopornografia online di vario genere, da smerciare e far circolare tra gli appassionati.

Il caso Benny G

Da settimana si è accesa una fortissima discussione sui social, a causa Benny G. Una bambina di 10 anni di origine pugliese, che da circa un paio di anni è attiva sul web come cantante e influencer. Benny appare sempre truccata, con unghie finte, e vestita come una donna adulta. Spesso sotto i suoi post di Instagram appaiono commenti di uomini di una certa età. Selvaggia Lucarelli, incuriosita da questa vicenda, ha intervistato su Radio Capital la madre della bambina. Tale Dory Pappadà. Dove ha dichiarato: “Io seguo solo il sogno di mia figlia”. Alla domanda della Lucarelli, se tutto questo lo stia facendo per trarne un profitto personale. Risponde: “Assolutamente no. Noi non abbiamo profitti. Al massimo ci facciamo pagare le spese del viaggio quando Benny va in giro per l’Italia. Guadagna tutto l’etichetta”.

Le parole del presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori

Pedopornografia online: il presidente e sociologo Antonio Marziale, si dice sorpreso da come taluni genitori non riescano a comprendere il rischio di esporre i propri figli a pericoli reali. La Rete ormai non è più da considerarsi “virtuale”. Oramai su internet lavoriamo, comunichiamo, giochiamo e viviamo. “Anzi tutte le volte che ho tentato di portare questa gente alla ragione sono stato persino insultato. Sembra paradossale che per difendere i bambini bisogna lottare proprio con i genitori, ma è così.” Ed allora ecco spiegato il “perché” la società abbia bisogno di un Garante per l’infanzia e l’adolescenza, ruolo che il Dott. Antonio Marziale ha rivestito in Regione Calabria per una legislatura. “Noi, inquirenti e collaboratori istituzionali, urliamo e loro si offendono pensando trattarsi di allarmismo. Forse per convincerli bisognerebbe farli parlare con genitori, che per avere sottovalutato si sono ritrovati i figli alla mercé di pedofili.”