CDAC – Conference on Dialogue of Asian Civilizations Logo

Si è aperta questa mattina a Pechino la prima Conferenza sul Dialogo delle Civiltà Asiatiche.

Lo scopo della Conferenza, alla quale hanno partecipato i rappresentati di 47 paesi, è quello di creare una piattaforma che faciliti gli scambi culturali tra paesi asiatici, favorire la reciproca conoscenza e rafforzare i legami tra i popoli grazie alla cooperazione. 

Per la giornata di oggi sono stati organizzati sei Forum tematici che affrontano vari argomenti quali approfondimenti sulla governance asiatica, salvaguardia della diversità delle civiltà asiatiche, turismo, ruolo dei giovani nella diffusione della cultura e del mantenimento del retaggio culturale e influenza globale della cultura asiatica.

Nelle prossime settimane sono invece previste varie attività tra mostre, concerti, esposizioni e manifestazioni per mostrare la dinamicità delle diverse culture in Asia.

Nel suo discorso di apertura, il Presidente cinese Xi enfatizza l’importanza del dialogo tra le nazioni e il rispetto reciproco, strumenti che servono ad affrontare l’instabilità e le incertezze dei nostri tempi.

I popoli asiatici – di cui Xi si fa portavoce – aspirano alla pace, alla sicurezza e alla prosperità economica. Questi risultati possono essere ottenuti grazie alla continua collaborazione tra le persone, alla promozione della comunicazione e alla comprensione reciproca. 

Il progetto One Belt, One Road vuole favorire, tra gli altri obbiettivi, proprio gli scambi tra i popoli. Scambi di persone, di tecnologia, di cultura e commerciali per fare in modo che tutti i paesi si sviluppino allo stesso modo. 

Apertura e integrazione come parole chiave

Il Presidente Xi durante il discorso inaugurale

L’enfasi data in questa occasione all’importanza della diversità tra le culture e al dialogo per superare le incomprensioni si scontra con l’atteggiamento più divisivo statunitense. 

Al Future Security Forum di qualche settimana fa, Kiron Skinner – Direttrice della Pianificazione politica presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti – ha definito la Cina come il primo rivale “non caucasico” degli USA specificando che i due paesi appartengono a “due differenti civiltà e ideologie”.

Il Presidente Xi come introduzione al suo discorso inaugurale fa notare come il mondo al momento si stia muovendo verso un maggiore multipolarismo e rimarca la necessità di dover affrontare le sfide globali attraverso sforzi comuni per creare un futuro migliore per tutti non solo per una parte di mondo. 

L’integrazione tra le diverse culture porta vantaggi non solo per l’Asia ma per tutta l’umanità – aggiunge Xi.

È evidente quindi la contrapposizione tra la visione inclusiva auspicata da Pechino da un lato e la creazione di una contrapposizione netta dall’altro tra l’Occidente e quello che rappresenta la Cina.

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