PD, approvato il nuovo statuto del partito

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Approvato a Bologna dall’Assemblea nazionale il nuovo statuto del Partito Democratico

Il segretario del PD, Nicola Zingaretti ha annunciato l’approvazione del nuovo statuto del suo partito. Le modifiche ai 47 articoli del documento sono state ratificate a Bologna, dopo una convention di tre giorni. Quali sono le novità più importanti? Innanzitutto emerge la natura antifascista del partito; il testo approvato nella città emiliana ha messo nero su bianco l’essenza antifascista del PD. É cambiata anche la posizione del segretario: il segretario dem non sarà più automaticamente il candidato premier. Questo è di sicuro un passaggio che sovrasta e supera sia la fase leaderistica di Renzi che la vocazione maggioritaria di Veltroni. Altro nuovissimo elemento è la costruzione di una piattaforma deliberativa online con tanto di applicazioni virtuali; aspetto che ricorda un po’ la piattaforma dei pentastellati. Secondo Zingaretti questo progetto tecnologico assicurerebbe una particolare partecipazione popolare alla vita del partito. Via libera ai “circoli online” e ai “punti PD”: i primi permetteranno di liberare il partito dai cosiddetti “signori delle tessere” ossia tutti gli esponenti locali che controllano il tesseramento territoriale, mentre i secondi offriranno la possibilità al partito di uscire dalle sezioni per portarlo dove le persone vivono e lavorano.

La nuova agenda PD prevede che il partito sia un partito federale: la nuova direzione nazionale sarà indicata per la metà ed eletta per i 2/3 dai territori e per 1/3 composta da rappresentanti e amministratori o segretari locali e regionali scelti dagli iscritti. La riforma punta i riflettori sulla parola “congresso” che sarà molto simile a quello dei partiti tradizionali e dunque più i confronti, più le mozioni e più la partecipazione. Ulteriore e fondamentale elemento è l’assoluta parità di genere in tutti gli organismi dirigenti; sarà inoltre inaugurata una fondazione per la formazione e la promozione della cultura politica, presieduta da Cuperlo. Le altre modifiche mettono sul tavolo del PD il tema della sostenibilità ambientale e un piano annuale per la ripartizione e gli incentivi ai territori legati alla promozione del 2×1000.

Nicola Zingaretti inoltre ha esortato il PD a cambiare, a costruire un’alternativa all’arroganza delle destre. Il politico ha dichiarato: «ci battiamo perché al più presto
si rivedano i decreti Salvini, dentro questo governo come scelta di campo. Ci batteremo con i gruppi parlamentari per far approvare lo
ius culturae e ius soli-…la missione del Pd è mettersi al servizio per contrastare gli umori neri del Paese e organizzare il riscatto dell’Italia».

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