Paul Èluard: la protesta in poesia

«la poesia è dappertutto, basta chinarsi a coglierla»

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Paul Éluard

Il poeta Paul Èluard nacque il 14 dicembre 1895. Oggi ricordiamo un cantore della libertà; ricordiamo chi si è opposto alla guerra con le parole della poesia

Paul Èluard nacque il 14 dicembre 1895 a Saint-Denis; si trasferì a Parigi all’età di 12 anni e studiò nel famoso Liceo Colbert. L’adolescenza di Èluard fu segnata dalla malattia: Èluard, giovanissimo, soffrì di tubercolosi e per curarsi dovette abbandonare la scuola e trasferirsi in Svizzera, in sanatorio. Scrisse le sue prime poesie nel periodo di degenza. Èluard durante il ricovero in ospedale, lesse coloro i quali divennero i suoi modelli di riferimento letterari: Whitman, Baudelaire, Nerval, Rimbaud.

Nel 1915 Paul Èluard venne reclutato per combattere al fronte nella Prima Guerra Mondiale; in trincea compose Le devoir et l’inquiétude e Le rire d’un autre. Qualche anno più tardi, nel 1918, scrisse Poèms pour la paix. La “grande guerra” spezzò l’animo di artisti e intellettuali; questi ultimi uscirono provati e distrutti interiormente dal conflitto. Agli anni sanguinari della prima guerra mondiale seguì una rivoluzione culturale, quella delle avanguardie, animata soprattutto dai personaggi dello scenario della letteratura, della poesia e dell’arte. Questa temperie culturale fu un’esplicita presa di posizione contro il progresso borghese; anche Èluard prese parte al movimento di lotta alla guerra e alla borghesia. Il poeta francese, negli anni 1921-22, pubblicò tre opere che furono anche illustrate dal pittore tedesco Max Ernst: Les nécessités de la vie et les conséquences des rêves, Répétitions e Les malheurs des immortels. Nel 1924 fu la volta del componimento Mourir de ne pas mourir; i versi della poesia rivelarono una profonda crisi interiore del poeta francese e infatti Èluard, subito la pubblicazione, partì per un lungo viaggio. Tornato a Parigi, alla fine del 1924, si immerse di nuovo a capofitto nella scrittura e diede vita alla “banda surrealista” insieme ad Aragon e Breton.

Capitale de la douleur, composta nel 1926, fu l’opera che consacrò Paul Èluard a poeta di rilievo. Il poeta francese accompagnò gli anni di entusiamo poetico con uno spiccato interesse politico e sociale. Militò nel Partito Comunista e si spese per denunciare i pericoli dell’estrema destra. Quando il mondo si ritrovò nuovamente travolto dai conflitti bellici, Èluard, nel 1939, fu arruolato come tenente. La storia del poeta con la seconda guerra mondiale fu contrassegnata dalla Resistenza. Il poeta combattè a fianco dei partigiani e con il Comitato Nazionale degli Scrittori continuò a pubblicare, in clandestinità, libri invisi al regime, tra i quali l’antologia di poeti non collaborazionisti Domaine français. Alla fine della guerra, Èluard diede alle stampe Poesie ininterrompue che ancora oggi è considerata un’opera apicale e straordinaria, un viaggio amoroso che parla dell’individuo, del suo rapporto con l’altro e con tutti gli uomini: «E gli uomini fuori/ E gli uomini ovunque/ Padroni di tutto/ Che schiantano le mura/ Si dividono il pane/ E denudano il sole/ E si baciano in fronte/ Rivestono tempeste/ Allacciano le mani/ Fanno fiorir carnale/ Lo spazio e il tempo […]».

L’impegno politico e civile di Èluard non si esaurì con la fine della guerra: nel 1948 partecipò al Congresso mondiale della pace e pubblicò Poèmes politiques. Il poeta compì numerosi viaggi nella sua vita e tutti gli donarono impressioni ed emozioni riportate poi in poesia. L’interesse politico, l’amore per la democrazia e per la libertà furono elementi importanti, imprescindibili, per Paul Èluard. Lo furono per l’Èluard poeta ma anche per l’Èluard uomo.

Paul Èluard aveva la capacità di esprimere con profondo equilibrio la contraddizione dei sentimenti. Con delicatezza ma con pathos ha tradotto in poesia la rabbia dell’uomo che sogna un mondo libero e giusto. La poesia di Èluard è forte e commovente; è una poesia che raccoglie la debolezza di chi ha sofferto, la tenacia di chi ha vissuto secondo ideali significativi e l’amore di un innamorato della libertà e della giustizia. Senza dubbio, ancora oggi, Èluard è un poeta universale con una definita personalità letteraria; oggi ricordiamo non solo un poeta ma un devoto della libertà. In virtù del suo forte senso della libertà, proponiamo un piccolo passo, di una tra le sue più famose poesie, un canto eterno in onore della libertà:
«e in virtù d’una parola/ ricomincio la mia vita/ sono nato per conoscerti/ per chiamarti/ Libertà».


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