Patto Pubblica Amministrazione: la riforma aiuterà l’Italia?

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Patto Pubblica Amministrazione

Mario Draghi presidente del Consiglio ha siglato il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”. Insieme al ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. E ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Dunque una riforma da 191,5 miliardi. Che per la prima volta vede l’intesa tra governo e sindacati.

In che cosa consiste il Patto della Pubblica Amministrazione?

Dunque il Patto ha tra i suoi obiettivi, i rinnovi contrattuali, per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Di 107 euro in più in busta paga. “Con la firma di oggi vogliamo mettere le basi per la costruzione di una nuova Italia. Partendo dalle intuizioni di Carlo Azeglio Ciampi per avviare un percorso che investa sulle parti sociali, sull’innovazione“. Afferma Brunetta. Che durante la firma del Patto sugli statali, ha ricordato Ciampi. Quando il 23 Luglio del ’93 l’allora presidente, e le parti sociali, firmarono il “Patto per la politica dei redditi e lo sviluppo“.

Una differenza sostanziale

Ma il patto sociale di allora fu lo scambio tra moderazione salariale e risanamento per entrare nell’euro. Questi obiettivi legavano la crescita dei salari, tutti, all’aumento della produzione e degli utili delle imprese. E portavano a programmare un tasso d’inflazione per contenere la spesa pubblica. Per questa via, puntavano a una maggiore competitività. Una miglior crescita economica. Un rafforzamento della base occupazionale. Una “sottigliezza” quindi, non di poco conto. Considerati i tempi!

La riforma aiuterà il Paese a ripartire?

Dunque “questa riforma prevede investimenti in nuove assunzioni. Nella formazione del personale, nel rinnovo dei contratti.Tutte cose che servono a identificare la richiesta di fondi che si faranno su Next Generation Eu. Uno degli asset strategici del nostro Paese” ha aggiunto Bombardieri. Segretario della UIL. Tuttavia pensare ad un nuovo patto sociale tra imprese, organizzazioni sindacali e Governo dopo le deludenti inadempienze di alcuni attori nel corso dell’ultimo… quinquennio?… potrebbe apparire un esercizio sterile.

Eppure il crescente peso della spesa pubblica, un processo di globalizzazione in continua espansione, quali grandi elementi che caratterizzano le economie mondiali, impongono un’approfondita riflessione, sui meccanismi di funzionamento e di governo. Dei moderni sistemi economici. Nonché sugli stimoli ai comportamenti degli attori che vi operano. Le proteste che si  stanno diffondendo a livello transnazionale possono essere viste come una riconoscimento del carattere costituente della crisi permanente. E un rifiuto di avere un nuovo patto siglato a scapito della grande maggioranza dei cittadini.


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