Patrizio Bianchi: il nuovo Ministro dell’Istruzione

Accademico, professore di economia applicata più stima in Italia, per Bianchi la scuola dà un grande contributo alla crescita economica di una società

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Patrizio Bianchi

Il premier incaricato Mario Draghi ha sciolto la riserva ed è diventato ufficialmente il nuovo Primo Ministro italiano. Dopo il colloquio con il presidente Mattarella ha elencato i nomi di coloro che presidieranno i vari Ministeri. Quello di Draghi sarà un governo tra il tecnico e il politico. Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di affidarlo a Patrizio Bianchi, uno dei professori di Economia applicata più stimati in Italia.  

Chi è Patrizio Bianchi?

Mario Draghi, dopo vari giorni di consultazioni, ha deciso di sciogliere la riserva, diventando così il nuovo Primo Ministro italiano. Alle 19 si è recato al Quirinale per comunicare al presidente Sergio Mattarella la sua decisione e presentagli la composizione della sua squadra di governo. Il governo Draghi sarà un governo tra il tecnico e il politico, con molti nomi noti e anche diverse conferme dal governo precedente. Uno dei nomi tanto attesi era quello per il Ministero dell’Istruzione. Draghi ha deciso di affidare questo difficile incarico a Patrizio Bianchi, accademico e uno dei professori di economia applicata più stimati in Italia. Molti affermano che fosse la scelta migliore possibile.

Bianchi è nato nel 1952 e si è laureato nel 1976 alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Ha poi perfezionato i suoi studi alla London School of Economics. Durante questo periodo ha anche operato presso la Price Commission britannica, dove si è occupato del controllo dei prezzi del cemento. Nel 1980 diventa ricercatore presso la facoltà di economia dell’Università di Trento e nel 1986 diventa professore associato di politica economica all’Università di Bologna. Nel 1997 Bianchi si trasferisce all’ Università di Ferrara, dove diventa Rettore nel 2004.

Bianchi ha ricoperto anche numerosi incarichi politici. Per dieci anni è stato assessore all’istruzione in Emilia Romagna. Con l’arrivo della pandemia è stato chiamato a coordinare la task force che ha dato supporto al Ministro Azzolina nella gestione della scuola.

Cosa rappresenta la scuola per Bianchi?

Bianchi è da sempre interessato al mondo della scuola. Pe lui la scuola rappresenta uno dei più grandi contributi alla crescita economica di una società.  Per Bianchi la scuola deve essere in grado di formare umanamente i ragazzi ma anche lavorativamente. Durante la sua carica di assessore ha lavorato per una scuola vicina al mondo del lavoro e alle nuove tecnologie. Per Bianchi siamo in un’epoca in cui vi è un salto tecnologico, quindi la scuola diventa il punto fondamentale per avere le competenze e le capacità per potere essere anche buoni cittadini. Quindi secondo lui bisogna ripristinare la centralità della scuola nella vita del Paese.

Bianchi afferma anche che bisogna investire di più nella scuola, e che l’Italia, a differenza degli altri paesi, ha investito sempre meno nell’istruzione. Ritiene inoltre che si debba essere in grado di non far scappare dal Paese i ragazzi che hanno grandi capacità. Bianchi afferma: “Il contagio dell’ignoranza di fatto diventa anche un rischio per la democrazia”.   

Nel suo libro “Nello specchio della scuola” Bianchi scrive: “È tempo di investire in educazione, non solo per superare l’emergenza Covid, ma per guardare oltre, per ritrovare quel cammino di sviluppo che sembra essersi perduto nei lunghi anni in cui hanno prevalso individualismo e populismo e che deve fondarsi sui valori definiti nella nostra Costituzione. Il nuovo secolo della connessione continua ha bisogno di cittadini portatori, oltre che di contenuti, di creatività, lavoro di squadra, capacità di astrazione e di sperimentazione, senso di orientamento per poter navigare in mari aperti. La scuola deve rispondere a queste esigenze e muoversi, insieme al Paese, nel senso di marcia di uno sviluppo inclusivo e sostenibile”.


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