Patrimoni a rischio: Venezia evita l’inclusione in lista

0
242

Venezia stava correndo il rischio di entrare nella lista dei Patrimoni Unesco in pericolo. Questo è stato evitato per un pelo: vediamo perché.

Venezia non è più fra i patrimoni a rischio?

Lo scorso giovedì Venezia ha evitato l’inclusione nella lista dei patrimoni in pericolo, ma si è salvata giusto per un soffio. C’è però un motivo: il recente veto all’entrata delle navi da crociera in laguna, questione su cui si disquisisce da molto tempo. Sembra però che il decreto dello scorso 13 luglio del Consiglio dei Ministri abbia definitivamente risolto il problema. A seguito di questa notizia, il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco tenutosi a Fuzhou, in Cina, ha sospeso la decisione.


Dal prossimo agosto Venezia dice addio alle grandi navi


In attesa di una proposta

Naturalmente, questa concessione non è un assegno in bianco. Il Comitato infatti concederà all’Italia del tempo fino al 1° dicembre 2022, per riferire sugli sforzi compiuti per preservare l’ecosistema e il patrimonio storico di Venezia. Inoltre, prima della 46° riunione del Comitato nel 2023 Roma dovrà “stilare una proposta e un insieme di misure correttive, con un calendario per l’attuazione”. E insieme presentare “un rapporto aggiornato sullo stato di conservazione del bene entro la data di dicembre 2022”.

Stop alle grandi navi in laguna

Di questo argomento ci siamo occupati spesso, e se ne sta parlando da molto tempo. Il decreto che vieta l’ingresso delle grandi navi (superiori alle 25.000 tonnellate e ai 180 metri di lunghezza) entrerà in vigore il prossimo 1° agosto. Ad essere interdetti saranno il bacino di San Marco, il Canale di San Marco e quello della Giudecca: invece, le navi dovranno ormeggiare nel porto industriale di Marghera, dopo le modifiche dedicate. Al contrario le navi più piccole, che potranno ospitare fino a 200 passeggeri, potranno continuare ad ormeggiare in città.

Parola al ministro Franceschini

Positiva è stata la reazione del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. “Ma l’attenzione del mondo per Venezia deve rimanere forte” ha chiarito, richiedendo “lo sviluppo sostenibile di questa proprietà unica”. Anche l’ONG Europa Nostra si è espressa favorevolmente, nel corso della riunione con il Comitato in videoconferenza. Ma la sua portavoce, Sneska Quaedvlieg-Mihailovic, ha commentato che “le grandi navi dovrebbero lasciare completamente la laguna”.

Un rischio sempre presente

In sostanza, il pericolo derivante dalle grandi navi potrebbe portare all’erosione delle fondamenta di Venezia, minacciando nel contempo l’ecosistema della laguna. Nel periodo della pandemia, con il blocco delle crociere, l’acqua era tornata limpida: ma con il riprendere dei viaggi il problema si è ripresentato, riaccendendo il dibattito.

Non una punizione

Concludendo, l’Unesco chiarisce che essere nella lista dei patrimoni in pericolo non è una punizione o un disonore. Se però non si interviene in tempo Venezia potrebbe essere rimossa dalla lista del Patrimonio Mondiale, nella quale figura dal 1987.