Patentino per piattaforme PLE: cos’è e come ottenerlo

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Gli interventi edilizi che riguardano la manutenzione, il ripristino o il rifacimento delle coperture, oppure l’installazione di impianti fotovoltaici non a terra, possono richiedere l’utilizzo delle PLE, ossia le Piattaforme di Lavoro mobili Elevabili. Si tratta di macchinari di sollevamento, dotati di cestello o pedana con balaustra, che vengono impiegati per, ad esempio, portare i materiali sul tetto o ad un piano sopraelevato, oppure consentire ad un operaio (o anche ad un tecnico o un perito) di raggiungere un punto dell’edificio che, altrimenti, risulterebbe inaccessibile.

La formula di noleggio più comune è quella ‘a caldo’, ossia il committente prende in affitto sia il macchinario che l’operatore specializzato incaricato di manovrarlo all’interno del cantiere. Pertanto, per il nolo delle piattaforme aeree è consigliabile affidarsi a ditte specializzate come, ad esempio, il Giuliano Group, che ha diverse sedi in tutta Italia. In tal modo, si ricevono le opportune garanzie del caso, sia per quanto riguarda l’affidabilità dei macchinari sia in relazione al rispetto delle normative relative alla formazione degli incaricati a manovrare le PLE. I macchinari, infatti, possono essere messi in funzione solo da personale qualificato, in possesso di un apposito patentino rilasciato da un ente accreditato, al termine di un corso di formazione professionale.

La normativa di riferimento

Il principale riferimento normativo in materia di utilizzo delle piattaforme mobili elevabili è rappresentato dall’Accordo Stato – Regioni del 22 febbraio 2012concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali e’ richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonche’ le modalita’ per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validita’ della formazione”. Il dispositivo individua quali sono i macchinari per i quali il personale manovratore deve conseguire una specifica abilitazione; tra queste, l’Allegato A menziona esplicitamente le PLE, ossia qualsiasi “macchina mobile destinata a spostare persone alle posizioni di lavoro, poste ad  altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile, nelle quali svolgono mansioni dalla piattaforma di lavoro”.

La formazione professionale degli addetti alle PLE può essere erogata, tramite appositi corsi, dagli enti formatori, ovvero:

  • le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;
  • il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
  • l’INAIL;
  • le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori di settore;
  • ordini e collegi professionali individuati dalla normativa;
  • le aziende che producono, distribuiscono o noleggiano i macchinari (queste ultime possono formare solo i propri dipendenti);
  • soggetti formatori con esperienza documentata;
  • le scuole edili costituite nell’ambito degli organismi paritetici.

Il percorso formativo

Come già accennato, il patentino di abilitazione alla conduzione delle PLE viene rilasciato al termine di corso di formazione che, in base a quanto stabilito dall’Allegato III dell’Accordo Stato-Regioni, deve articolarsi in tre moduli principali, ciascuno con durata specifica:

  • modulo normativo (1 ora): cenni normativi in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e responsabilità dell’operatore;
  • modulo tecnico (3 ore): tipologie di PLE, componenti strutturali, dispositivi di comando e di sicurezza, controlli propedeutici all’utilizzo, DPI da utilizzare con le piattaforme, messa in esercizio in sicurezza e procedure di salvataggio;
  • modulo pratico specifico (4); la normativa ne individua tre: modulo per le PLE che operano su stabilizzatori, modulo per le PLE che possono operare senza stabilizzatori e modulo di abilitazione per entrambe le tipologie di cui sopra. Quest’ultimo ha una durata di 6 ore mentre gli altri durano 4 ore.

Il conseguimento del patentino è subordinato al superamento di una prova intermedia (un test scritto da sostenere dopo il completamento dei primi due moduli) nonché di un test finale di valutazione, durante la quale il candidato deve eseguire correttamente almeno due manovre delle tre previste, rispettivamente, per le PLE con stabilizzatori e per le piattaforme che operano senza.