Patel: ministro assolto da Johnson

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(AP Photo/Matt Dunham)

Priti Patel è stata sollevata dalle accuse di aver compiuto atti intimidatori nei confronti di alcuni alti funzionari del governo del Regno Unito. Il Primo Ministro Johnson ha assolto la donna, ministro dell’Interno, affermando che Patel non sia un “bullo”, bensì una persona determinata a raggiungere i suoi obiettivi per il bene del Paese. Una decisione in contrasto con le conclusioni di un rapporto interno sulla vicenda che ha indotto alle dimissioni immediate dal Public Service sir Alex Allen, consigliere di Downing Street in materia di standard di comportamento ministeriali.

Patel: un bullo in Parlamento?


Priti Patel, 48 anni, appartiene alla fazione più conservatrice del Parlamento britannico. Sostenitrice della linea dura in materia di immigrazione, è stata una delle figure politiche più importanti nel processo di Brexit. Una donna molto decisa che avrebbe violato, secondo Alllen, le regole di comportamento del ministero. Nel rapporto, firmato dallo stesso consigliere dimissionario, si legge che Patel avrebbe mancato di rispetto ad alcuni funzionari. Essi non avrebbero seguito scrupolosamente le istruzioni del Ministro dell’Interno che avrebbe usato toni molto duri nei loro confronti. Tale comportamento va contro il codice di condotta previsto per i ministri e può essere sanzionato con l’esclusione dal Parlamento.

La smentita del PM Johnson

La relazione stilata da Allen è rimasta segreta per mesi fino a che il Primo Ministro inglese ha deciso di rompere il silenzio sul caso Patel. Proprio ieri infatti, Johnson ha voluto chiarire la situazione assolvendo il Ministro dalle accuse di bullismo nei confronti di altri colleghi e dipendenti del Parlamento. Andando completamente contro il rapporto dell’ex consigliere, il Primo Ministro ha deciso di schierarsi dalla parte di Patel. “Ho piena fiducia nel suo operato” ha riferito Johnson. Priti Patel, che ha lamentato il mancato supporto da parte del suo dipartimento durante le indagini, si è comunque voluta scusare per il suo atteggiamento dispotico, affermando trattarsi di comportamenti involontari.

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