Patch Adams: il 28 maggio 1945 nasce il genio della clownterapia

0
949
Patch Adams, padre della clownterapia
Patch Adams: il 28 maggio nasce l'ideatore della terapia del sorriso.

Oggi la clownterapia è una pratica ampiamente diffusa in tutto il mondo, basata sull’impegno di persone specializzate in ambito socio-sanitario che, tramite delle precise tecniche che comprendono anche la teatralità, l’arte di saper fare i clown e la microprestidigitazione, applicano la cosiddetta «terapia del sorriso» cercando di alleviare lo stato di sofferenza con il buonumore a pazienti di ospedali, cliniche e case di riposo senza alcuna distinzione di sesso o di età. Allo stesso tempo, come comunicato dal PNEI, quest’attività comporta anche dei benefici al sistema immunitario. E pensare che quando venne introdotta per la prima volta dal suo «creatore», Patch Adams, fu ampiamente osteggiata dalla comunità medico-scientifica tradizionale.

E proprio la data del 28 maggio 1945 è importante perché in questo giorno è venuto al mondo Hunter Doherty Patch Adams, che col suo operato ha rivoluzionato le modalità con cui rapportarsi con ammalati e degenti ospedalieri, regalando un sorriso in più a coloro che soffrono all’interno di una struttura sanitaria. Nato a Washington, fin da subito il giovane Adams, a causa del lavoro del padre ufficiale dell’esercito americano, deve far fronte a numerosi trasferimenti, passando dalla Germania al Giappone, fino al Texas e all’Oklahoma.

Dimostra ben presto di essere dotato di una spiccata intelligenza, affermandosi negli studi fino a quando la sua esistenza non viene sconvolta dall’improvvisa morte del padre, quando Patch Adams ha appena 16 anni. Come ha rivelato lui stesso in diverse occasioni, la dipartita del genitore (spesso assente e distante per motivi di lavoro) è avvenuta proprio nel momento in cui il loro rapporto stava diventando più stretto e confidenziale: «Non appena io e mio padre eravamo diventati amici, ci siamo persi». In seguito a questo tragico evento, insieme alla madre e al fratello si trasferisce in Virginia a casa di uno zio. Il trauma però ha cambiato profondamente il ragazzo, che infatti diventa uno studente indisciplinato e ribelle, chiari sintomi del suo profondo dolore.

Patch Adams: la vita del medico statunitense.

La situazione peggiora ulteriormente quando Patch Adams si ammala di ulcera ed è costretto a sopportare terribili sofferenze a causa di cure insufficienti e sbagliate da parte dei medici. Intanto deve fare i conti anche con il suicidio dello zio e con la decisione della fidanzata di lasciarlo per sempre, difficoltà che fanno piombare il giovane in uno stato di profonda depressione. E così, giunto ormai allo stremo, tenta addirittura di togliersi la vita, e per fortuna viene salvato in extremis, dopodiché chiede alla madre di essere ricoverato in un centro psichiatrico.

Patch Adams: dalla crisi personale all’idea della clownterapia

Paradossalmente è proprio mentre si trova nella struttura psichiatrica che Patch Adams riesce a dare una svolta alla sua vita. Qui, infatti, diventa amico del suo compagno di stanza, Rudy: questi gli racconta della sua solitudine, delle indicibili sofferenze che ha dovuto sopportare e dei suoi profondi dolori. Di fronte a queste rivelazioni, Patch Adams capisce che in realtà lui ha una famiglia, che non è in assoluta solitudine e che può contare sulla vicinanza e sull’affetto dei suoi cari. A questo punto comincia a reagire, aiutando l’amico a trovare sollievo dalle sue problematiche con una serie di terapie ludiche che, effettivamente, danno la possibilità a Rudy di sconfiggere alcune delle sue fobie e a trovare un pizzico di sollievo, e questo fa comprendere al giovane come i cosiddetti «pazzi» non debbano essere isolati e trattati con freddezza, ma debbano sentire da parte dei medici amore ed empatia per ricreare una sorta di ambiente familiare.

Patch Adams: come nasce la terapia del sorriso.

Dopo aver lasciato la clinica, Patch Adams si iscrive alla Facoltà di Medicina, convinto nel portare avanti la sua «missione». Il periodo universitario, però, risulta per lui irto di ostacoli, poiché l’ambiente accademico di quegli anni, decisamente rigoroso e freddo, non accetta affatto e guarda quasi con disprezzo il modo «confidenziale» con cui lo studente si approccia ai pazienti. Accusato di «troppa allegria» nel rapportarsi con gli ammalati, rischia anche l’espulsione dall’università. Celebre è rimasto il discorso con il quale ha spiegato le sue ragioni alla commissione che avrebbe dovuto decidere del suo allontanamento dagli studi: laureatosi nel 1971, sposa la volontaria Linda Edquist (dalla quale divorzierà nel 1998) e inizia a lavorare presso la Georgetown University, un incarico che non riesce affatto a sopportare, arrivando a definire quest’esperienza un «ritorno al Medioevo».

La fondazione del Gesundheit Institute

Convinto nel portare avanti la sua idea rivoluzionaria, Patch Adams decide di ristrutturare la sua residenza, facendola diventare una clinica gratuita per tutti i pazienti. Appoggiato da una serie di volontari, comincia ad applicare con costanza la sua clownterapia, ottenendo brillanti risultati nel giro di pochi anni con numerose persone. Celebre è il suo motto: «L’antidoto a tutti i mali è l’umorismo». Per ampliare ulteriormente il suo progetto, acquista un terreno di 128 ettari nella West Virginia dove fonda il Gesundheit Institute, deciso nell’affiancare alle cure tradizionali anche la medicina alternativa.

Il Gesundheit Institute di Patch Adams.

Avvia anche una raccolta fondi per dare maggior consistenza alla sua idea, ma nonostante ciò non riesce ancora ad acquisire il denaro necessario per concretizzare il suo scopo di vita, ovvero unire alle cure mediche un nuovo modo di rapportarsi con i pazienti che sia più umano, positivo, e meno improntato sul distacco e sulla severità. Infatti Patch Adams ricorda in più di una circostanza che i medici non devono limitarsi a contrastare le malattie, ma devono anche avviare un’interazione «umana» con gli ammalati, poiché chi ha problemi di salute fisica ne risente anche nello spirito e nella mente. Nel frattempo la comunità medica continua ad attaccarlo per le sue idee troppo al di sopra delle righe, anche perché lo specialista statunitense inizia ad opporsi ai farmaci tradizionali.

Nonostante ciò, negli anni ha viaggiato per il mondo per spiegare le finalità, l’utilità e i risultati raggiunti dalla sua «terapia del sorriso», e così intorno alla fine degli anni ’80 è riuscito a far comprendere l’importanza della sua missione e del suo impegno per unire le cure all’empatia, al buonumore e all’umanità nel rapportarsi con i pazienti. Ecco perché oggi quando si fa riferimento alla clownterapia non si parla più di un’idea bizzarra contraria ai crismi della medicina, ma di una vera e propria pratica diffusa in tutto il mondo e seguita con scrupolosità dagli esperti, ma soprattutto allo scopo di donare positività e di far (ri)trovare il sorriso a chi ogni giorno combatte con una terribile malattia.

Se vuoi leggere altre notizie della sezione Cultura, puoi cliccare al seguente link: https://www.periodicodaily.com/category/cultura/

Commenti