Passerà la nottata. 120 anni di Eduardo

Oggi sono passati 120 anni dalla nascita di Eduardo De Filippo, un artista versatile, le cui opere sono sempre attuali

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120 anni fa esatti, a Napoli nasceva Eduardo De Filippo, noto al pubblico semplicemente come Eduardo. Se si digita sul web il suo nome, scopriamo che non era solo un attore, ma anche drammaturgo, regista, poeta, scrittore, senatore a vita. Era un artista versatile, tra i più rappresentativi che diede un ingente contributo al teatro italiano ed alla “lingua napoletana”.

Una vita d’arte e teatro

Eduardo nasce a Napoli, il 24 maggio 1900, nel quartiere Chiaia. Era figlio naturale del noto commediografo Eduardo Scarpetta e della sarta teatrale Luisa De Filippo, insieme ad suo fratello Peppino e sua sorella Titina. Sin dalla tenera età aveva iniziato a scrivere poesie e ad avvicinarsi al mondo teatrale, incentivato soprattutto dal suo ambiente familiare. La sua consacrazione avverrà nel 1914, quando entrerà a far parte della compagnia di Vincenzo Scarpetta, suo fratellastro, dove comincerà ad acquisire notorietà. Nel 1920, scrisse la sua prima commedia Farmacia di turno. La svolta avvenne il 25 dicembre 1931, dove con la compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo”, mise in scena la fortunata Natale in casa Cupiello, al teatro Kursaal di Napoli. Successivamente, la compagnia decise di abbandonare il provincialismo ed aprirsi a tutta l’Italia. Sarà molto significativo l’incontro con Luigi Pirandello, nel 1933, al teatro Sannazzaro, che portò Eduardo a mettere in scena Il berretto a sonagli. Dal 1932, inizierà anche un percorso cinematografico, realizzando importanti lungometraggi, che segneranno il suo periodo più florido. Tra le opere teatrali più importanti ricordiamo: Napoli milionaria (1945), Questi fantasmi (1946), Filumena Marturano (1946), Mia famiglia (1953), Bene mio, core mio (1956), De pretore Vincenzo (1957), Sabato, Domenica e Lunedì (1959). Nel 1981, il presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferì il titolo di senatore a vita. Muore a Roma il 31 ottobre 1984.

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La poetica

Nelle sue opere, De Filippo si è sempre impegnato a raccontare la realtà del suo tempo con uno spiccato umorismo, ma anche denunciando le piaghe (non solo economiche) che affliggevano la società. Un tema costante della sua produzione letteraria è la famiglia, quella stessa società patriarcale che Filumena Marturano, nell’omonimo dramma, desiderava ardentemente costruire con don Domenico Soriano. La famiglia non è un ambiente semplice, poiché nell’ottica di Eduardo, spesso i componenti pur vivendo insieme non si conoscono abbastanza ed hanno difficoltà a comunicare gli uni con gli altri. Secondo Eduardo, il denaro ha corrotto l’uomo, fino a farli dimenticare gli affetti più veri ed i valori tradizionali, trasformandolo in un essere avido e calcolatore. L’umanità, nella poetica eduardiana, è caratterizzata dal libero arbitrio. L’uomo è artefice del proprio destino, ma per seguire la propria strada, deve accettare i rischi e le conseguenze. Soprattutto, l’uomo ha il diritto di fantasticare e sognare la sua vita ideale, come ribadiva Antonio Barracano ne Il sindaco del Rione Sanità.

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L’attualità di Eduardo: “addà passa ‘a nuttata”

La commedia Napoli milionaria!, scritta nel 1945, riflette a pieno titolo, la “guerra” che il mondo intero sta combattendo contro il Covid-19. La paura del contagio non è diversa dalla paura dei bombardamenti, per non dire tutte le difficoltà economiche che comporta una guerra, al pari di una pandemia. Alla fine di questa commedia, anche quando Napoli fu liberata, per il protagonista Gennaro Jovine, la guerra non è finita, perché a causa dell’avidità di sua moglie e dei suoi figli, la sua famiglia deve combattere, per recuperare i valori della semplicità e dell’onesta. La commedia finisce con la famosa citazione del protagonista :”Addà passa ‘a nuttata”, un messaggio di speranza, affinché tutto torni come prima. In questo momento, il mondo intero si augura lo stesso.

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