Passaporto vaccinale: New York è pronta

Mentre l'UE porta avanti tra mille difficoltà la propria campagna vaccinale, negli USA tutto procede per il meglio e la "Grande Mela" inaugura anche il primo passaporto vaccinale.

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Passaporto vaccinale: New York

New York è pronta ad inaugurare il primo passaporto vaccinale americano e dimostrare di essere una città all’avanguardia anche nella lotta alla pandemia. Infatti negli Stati Uniti, a differenza di quanto avviene nel nostro continente, la campagna vaccinale (grazie alla grande organizzazione e all’ampia disponibilità di vaccini) procede ad un ritmo serrato ed è destinata a concludersi in tempi brevi. Ed ecco che, mentre l’UE è ancora alle prese con la terza ondata e con una campagna vaccinale che fatica a decollare, gli americani sono già pronti per il periodo post vaccinazione.

New York pronta a lanciare il passaporto vaccinale: come funziona?

Ma in cosa consiste il primo passaporto vaccinale ideato dalla “Grande Mela”? Si tratta di un’app da installare sullo smartphone dal nome “Excelsior Pass”. Attraverso questa applicazione sarà possibile dimostrare di aver ricevuto il vaccino o di essere risultati negativi al tampone. Il funzionamento è piuttosto semplice. L’app infatti genererà un codice QR. Il quale, una volta scannerizzato, consentirà di verificare l’immunità del soggetto in questione.

E per quanto riguarda la privacy? A quanto pare sarà al sicuro. Infatti, il sistema è realizzato su una piattaforma di IBM ma si basa sulla tecnologia “blockchain”. Questo significa che, né IBM né tantomeno chi scannerizzerà il codice QR, potranno avere accesso alle informazioni sanitarie di chi usa l’app.

A cosa servirà il passaporto vaccinale?

Essere in possesso di questo pass vaccinale sarà fondamentale se si vorrà tornare alla normalità vera e propria. Infatti, grazie ad esso sarà possibile ad esempio tornare a frequentare locali, accedere ad eventi sportivi e d’intrattenimento. Dunque, un passaporto che servirà certamente per un ritorno alla normalità passata, ma anche per un rilancio di quei settori che sono stati più duramente danneggiati dalla pandemia.

Passaporto vaccinale a New York: qual è la situazione in Europa?

Se gli Stati Uniti sono già pronti per il post pandemia, in quanto sempre più vicini all’uscita dall’incubo del Covid-19, lo stesso non si può dire dell’Europa. Infatti, la campagna vaccinale nell’UE (compreso il piano vaccinale italiano) procede a rilento, contando allo stato attuale una bassa percentuale di soggetti vaccinati. Di conseguenza è molto prematuro poter introdurre nell’immediato un passaporto vaccinale europeo.

Tuttavia, in un Europa travolta dalla terza ondata e alle prese con la questione vaccini, non ancora sufficienti per dare una forte accelerazione alla campagna vaccinale, si inizia comunque a pensare ad un proprio pass vaccinale. L’obiettivo? Renderlo operativo prima dell’estate in modo da salvare la stagione estiva e dare un nuovo slancio al turismo e al commercio.

Il passaporto vaccinale europeo (più propriamente il c.d. certificato verde digitale) servirebbe a facilitare il libero movimento all’interno dell’Unione Europea. Quindi, sarebbe un documento necessario per gli spostamenti tra gli Stati dell’UE ma non dovrebbe valere per gli spostamenti all’interno di ciascuno Stato membro.

Ma sarebbe giusto introdurre una sorta di passaporto vaccinale europeo se la maggior parte degli europei non dovesse essere ancora vaccinata? Ciò non discriminerebbe tutte quelle persone che non hanno ancora potuto fare il vaccino? A quanto pare, per ovviare a questo problema, il certificato verde digitale non servirà soltanto ad attestare l’avvenuta vaccinazione. Infatti, dovrebbe essere rilasciato anche a chi risulti negativo al tampone o dimostri attraverso test sierologico la presenza di anticorpi in quanto guarito dalla malattia.

Le parole dei vertici dell’UE

A tal proposito, vanno sottolineate le parole di David Sassoli (Presidente del Parlamento europeo) che ha affermato: “Abbiamo bisogno di riaprire. Abbiamo un’economia in Europa che è tutta ferma da quando è iniziata la pandemia. Questo strumento sarà utile per la riapertura delle attività e per rivitalizzare l’economia europea. Non sarà discriminatorio. Chi non si vaccinerà dovrà rispettare le procedure delle autorità sanitarie nazionali. Chi si vaccinerà avrà la possibilità di dimostrare che è meno pericoloso per gli altri”.

Invece, Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione europea) a proposito del pacchetto di misure per revocare le limitazioni ai viaggi, ha rassicurato sulla tutela della privacy, dichiarando: “Il pacchetto di norme tutelerà la privacy, la sicurezza e la protezione dei dati personali”.

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