Affidati al Consorzio San Luca i restauri all’altare della Sindone

Marmi e decorazioni in legno vengono ripulite per ripristinare il sacello che conserva il sacro lenzuolo

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Avviati i restauri all’altare della Sindone. I lavori di ripristino che hanno riguardato l’intera cappella danneggiata dall’incendio del 1997 in questi giorni interessano anche il sacello. Il cantiere che completa gli interventi alla cappella della cattedrale di San Giovanni Battista sono affidati al Consorzio San Luca di Torino. Il progetto di recupero dell’opera dell’architetto Antonio Bertola sono finanziati dal Ministero per i beni culturali, dalla Fondazione specchio dei tempi e dalla Compagnia San Paolo.

I restauratori si occupano di far tornare il più possibile alle condizioni originali la struttura dell’altare, restituendo l’aspetto che aveva in passato. I marmi neri e le decorazioni in legno dorato devono essere puliti dalle tracce del fuoco e le decorazioni non danneggiate ricollocate nuovamente all’interno della struttura. Due dei quattro angeli coi simboli della Passione tornano ai lati dell’urna e i putti, conservati in sacrestia, vanno nella parte alta della balaustra. Il tabernacolo in argento sbalzato e cesellato, realizzato nel 1790-91 da Carlo Genova, e le lampade e i candelieri a piramide trovano posto nell’altare della cappella della Sindone.

Restauri all’altare della Sindone, ultima fase di recupero della cappella della cattedrale

Con la riapertura dei musei in tutta Italia, gli interventi di sistemazione del sacello possono essere seguiti dal pubblico. Le notizie sul progetto sono a disposizione degli interessati sui canali di comunicazione on line dei Musei reali e del Consorzio San Luca.

L’architetto Antonio Bertola ha ideato l’altare per custodire la Sindone che trovò posto all’interno di un’urna centrale dal 1694 al 1993. Bertola ha creato un altare monumentale che si adatta alla forma circolare della cappella e guarda sia verso la cattedrale che verso Palazzo reale. Al centro c’era l’urna che conteneva la Sindone. Dopo l’incendio la Consulta di valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino si è occupata del recupero dell’ìedificio religioso.

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