Parole & Musica: auguri ad Alessandro Baricco

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Amante delle parole e della musica: buon compleanno ad Alessandro Baricco!

“A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.”

Servirebbero per augurare un compleanno speciale ad uno dei pilastri della letteratura italiana del Novecento, eppure noi dovremmo accontentarci delle parole.

Alessandro Baricco nasce il 25 gennaio del 1958 nella splendida Torino. Dopo aver frequentato il liceo classico, si iscrive alla facoltà di filosofia, laureandosi con una tesi in Estetica, mentre si diploma in pianoforte al conservatorio. “Novecento” è il libro che inquadra e fonde le due passioni di Baricco.

Vincitore del Premio Viareggio del 1993, vanta il titolo di scrittore, saggista, critico musicale e conduttore televisivo. I primi saggi da lui composti sono di critica musicale: Il genio in fuga (1988), L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992), sul rapporto tra musica e modernità. In veste di critico musicale coopera alla Repubblica. Fu tra i primi conduttori di Radio Tre Suite ed oggi collabora alla pagina culturale per La Stampa.

Nel 1994 ha fondato a Torino la Scuola Holden, una scuola di storytelling ed arti performative di cui è preside. Appassionato del Torino F.C., Baricco è padre di due figli.

Una celebre frase, per ogni capolavoro romanzesco scritto da Alessandro Baricco

Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine o un odore o un suono che poi non te lo toglie più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.” (Castelli di rabbia)

“Io ti ho amato, André, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità. E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, né di fermarti. Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. È scoppiata tutto d’un colpo. C’erano cocci ovunque, e tagliavano come lame.”
(Oceano mare)

“È uno strano dolore… Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.”
(Seta)

“Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita.”
(City)

” Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile, probabilmente noi la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornar all’inferno che ci ha generati, e di abitarvi al fianco di chi, una volta, da quell’inferno ci ha salvato. Provò a chiedersi da dove venisse quell’assurda fedeltà all’orrore, ma scoprì di non aver risposte. Capiva solo che nulla è più forte di quell’istinto a tornare dove ci hanno spezzato, e a replicare quell’istante per anni. Solo pensando che chi ci ha salvati una volta lo possa poi fare per sempre. In un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue”
(Senza sangue)

“La guerra è un’ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.”
(Omero, Iliade)

“C’era talmente tanta roba nella mia testa, che il mondo fuori lo sentivo appena, passava come un’ombra, la vita era tutta nei miei pensieri.”
(Questa storia)

“Siamo pieni di parole di cui non ci hanno insegnato il vero significato, e una è la parola dolore. Un’altra è la parola morte. Non sappiamo cosa indicano, ma le usiamo, e questo è un mistero. Ci succede anche con parole meno solenni.”
(Emmaus)

“Si trovava in una situazione nota a molti umani, ma non per questo meno dolorosa: ciò che li fa sentire vivi, è qualcosa che però, lentamente, è destinato ad ammazzarli.”
(Mr Gwyn)

“Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore, nella corrente mai ferma della vita.”
(Tre volte all’alba)

“Adoro disseppellire i giorni, a uno a uno, dalla memoria della gente. È come un solitario, è come girare a una a una delle carte sul tavolo.”
(Smith&Wesson)

“Ignoravano la successione dei giorni, perché miravano a viverne uno solo, perfetto, ripetuto all’infinito: quindi il tempo era per loro un fenomeno dai contorni labili che risuonava nelle loro vite come una lingua straniera.”
(La Sposa giovane)

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