Parigi-Roubaix 2022: torna il sogno su due ruote

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Si correrà nel giorno di Pasqua la Parigi-Roubaix 2022, mitica corsa ciclistica su strada dalla lunga storia, che ha visto partecipare grandi campioni, ma anche ottimi atleti che hanno legato il proprio nome “solo” a questa competizione. Ripercorriamo insieme in questo articolo la storia della corsa e dei suoi protagonisti, con un occhio di riguardo al percorso e alle condizioni particolari della pista, che le hanno valso il soprannome di “Inferno del Nord”.

Se siete appassionati di ciclismo, perché non approfittare dell’allentamento delle restrizioni Covid e delle vacanze di Pasqua per organizzare un viaggio in Francia per seguire almeno una parte di questa storica competizione?

1896, la nascita della Parigi-Roubaix

Furono gli imprenditori Théodore Vienne e Maurice Perez a far costruire, nel 1895, un velodromo nei pressi di Roubaix e Croix. L’anno successivo, per inaugurare la pista, decisero di organizzare una corsa con traguardo al velodromo e partenza dalla capitale francese Parigi; Louis Minart e Brayer, rispettivamente capo-redattore e direttore del giornale sportivo ciclistico Le Velo, raccolsero l’invito di Vienne e Perez e, dopo un’iniziale titubanza data dalla difficoltà della pista, si occuparono dell’organizzazione della corsa.

Anche in quell’occasione la gara si svolse nel giorno di Pasqua, il 19 aprile 1896: i 55 partenti (di cui 48 internazionali) si ritrovarono alle 5.30 di mattina di fronte a un ristorante di Porte Maillot. Dopo un’estenuante corsa di ben 280 km, il primo a tagliare il traguardo fu il tedesco Josef Fischer, con un tempo di 9 ore e 17 minuti; a vendicare l’orgoglio di casa l’anno successivo ci pensò Maurice Garin, che sei anni più tardi sarà anche il vincitore del primo Tour de France.

Tranne due eccezioni (il belga Cyril Van Hauwaert nel 1907 e il lussemburghese François Faber nel 1913), fino al 1914 a trionfare saranno sempre corridori francesi: Lesna, Aucouturier e Crupelandt vinsero due volte a testa, ma a suscitare particolare stupore (e orgoglio da parte dei suoi compatrioti) fu Octave Lapize, che riuscì a vincere addirittura tre edizioni di fila, nel 1909, 1910 e 1911.

Lo stop e la ripresa dopo la Prima Guerra Mondiale

La competizione si interruppe negli anni tra il 1914 e il 1918 a causa del primo conflitto mondiale. I bombardamenti subiti durante quegli anni furono così ingenti che, al termine della guerra, il velodromo risultava inutilizzabile: il percorso della competizione subì dunque dei cambiamenti e si pose il traguardo sull’Avenue de Jussieu.

Gli anni fra le due guerre videro soprattutto trionfi di corridori belgi, con 15 vittorie su 21 edizioni della corsa. Nel 1937 ci fu invece il primo successo italiano: fu infatti Giulio “Jules” Rossi, nato a Parma ma emigrato in Francia in tenera età, a portare a casa la Parigi-Roubaix di quell’anno.

Il secondo Dopoguerra e il dominio belga

Nel 1940 la competizione subì un nuovo stop a causa della Seconda Guerra Mondiale dell’occupazione tedesca; tre anni dopo, nonostante il conflitto non fosse ancora terminato, si decise di riprendere l’organizzazione della corsa. Fino al 1948 furono ancora i ciclisti belgi a dominare la scena, con la sola interruzione del francese Paul Maye nel 1945; nel 1949, 1950 e 1951 il titolo andò invece a corridori italiani, rispettivamente Serse Coppi (fratello di Fausto), due volte consecutive, e Antonio Bevilacqua.

Dall’anno successivo fino al 1977 però italiani e francesi dovettero di nuovo cedere il primato della gara ai belgi, che conquistarono ben 17 vittorie su 22 edizioni; tra gli atleti vincenti più importanti di questo periodo dobbiamo sicuramente annoverare Rik Van Looy, che alla Parigi-Roubaix vinse per tre volte (1961, 1962, 1965) e per tre volte salì sul podio, conquistò due volte il titolo di campione del mondo e si aggiudicò tutte e cinque le classiche monumento (Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro di Lombardia).

Roger De Vlaeminck, il mitico Monsieur Roubaix

Anche se molti atleti hanno ottenuto nel corso degli anni degli ottimi risultati alla Parigi-Roubaix, soltanto due sono riusciti a ottenere il titolo di vincitori per ben quattro volte: si tratta dei belgi Roger De Vlaeminck e Tom Boonen. Il soprannome di “Monsieur Roubaix” venne però attribuito, tra i due, a De Vlaeminck, data la sua straordinaria partecipazione alla gara: oltre alle quattro vittorie nel 972, 1974, 1975 e 1977, il ciclista (eccezion fatta per il ritiro nel 1980, a causa di una caduta) non saltò neanche un’edizione dal 1969, anno del suo debutto (in cui arrivò quinto), fino al 1982, collezionando quattro secondi e un terzo posto.

I successi italiani alla Parigi-Roubaix

Dopo il primo successo firmato da Giulio Rossi nel 1937, gli altri corridori italiani a conquistare il titolo furono:

  • Serse Coppi (1949)
  • Fausto Coppi (1950)
  • Antonio Bevilacqua (1951)
  • Felice Gimondi (1966)
  • Francesco Moser (1978, 1979 e 1980)
  • Franco Ballerini (1995 e 1998)
  • Andrea Tafi (1999), unico italiano ad aver vinto anche l’altra classica del pavé, ovvero il Giro delle Fiandre
  • Sonny Colbrelli (2021).

Segui la Parigi-Roubaix sul campo

La concomitanza della corsa con le festività pasquali (non rara, dato che si svolge sempre la seconda domenica di aprile) potrebbe essere l’occasione perfetta per organizzare una gita a Parigi nella quale coniugare arte, cultura e sport. Prendetevi qualche giorno di tempo per visitare i classici punti di interesse della capitale francese, dalla Torre Eiffel al Museo del Louvre, e tenetevi liberi domenica 17 per assistere alla partenza di questa spettacolare e spietata corsa, scolpita con il suo pavé nella storia del ciclismo e di tutto lo sport.