Papa Pio VII – 1814: il pontefice prigioniero dei Francesi

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Nel 1814, dopo una prigionia di due anni, Papa Pio VII riottiene la propria libertà. A fronte di ciò, il rifiuto del pontefice al consenso sull’investitura dei vescovi, su nomina di Napoleone. Inoltre, l’espulsione da Roma del Santo Padre e di gran parte di altri prelati, tra cui Pio Giuseppe Gaddi, vicario dell’Ordine dei Predicatori. Solo dopo la reclusione del pontefice, i Francesi ottengono dallo stesso, il riconoscimento sull’investitura dei vescovi.

Papa Pio VII chi è?

In origine, Barnaba Niccolò Maria Luigi Chiaramonti nasce a Cesena il 14 agosto 1742 e decede a Roma il 20 agosto 1823. Di discendenza nobile, i genitori sono Scipione Chiaramonti e Giovanna Coronata Ghini, con legami parentali al Casato di Romagna. A differenza dei fratelli, Barnaba durante gli studi abbandona il Collegio di Ravenna.

In adolescenza, la decisione della strada religiosa ed il desiderio di studiare nel Monastero dell’Ordine di San Benedetto, nella città natale. Inoltre, la scelta dell’aspirante sacerdote del nome religioso, di Gregorio. Durante il percorso ecclesiastico, il futuro pontefice dimostra notevoli abilità oratorie e predisposizione alle cariche diplomatiche.

A fronte di ciò, il suggerimento degli insegnanti per Gregorio, sugli approfondimenti della Teologia a Padova e nell’Abbazia di San Paolo fuori le mura, a Roma. In seguito, il religioso diventa insegnante e trasmette la materia di Teologia a Parma e nella capitale italiana.

Papa Pio VII: la carriera ecclesiastica

– prima parte –

Nel 1775, il religioso ottiene la nomina di priore, presso l’Abbazia benedettina di San Paolo di Roma. Negli anni Ottanta, il pontefice in carica Pio VI elegge Gregorio vescovo di Tivoli e segue il titolo di cardinale. Inoltre, il ruolo vescovile nella città di Imola, per riconoscimento all’attività di successo svolta.

Con la scomparsa di Pio VI, la conseguenza del Conclave per l’elezione del nuovo Santo Padre. Nello stesso periodo, Roma presenta un quadro politico difficile, con l’occupazione delle milizie francesi. Quando i Francesi abbandonano Roma, il popolo napoletano occupa l’Urbe, con la conclusione della Repubblica Romana.

Intanto, il Sacro Collegio riunisce i membri cardinalizi, presso il Monastero di San Giorgio Maggiore, a Venezia. Di fatto, i possibili candidati alla carica pontificia, sono l’arcivescovo di Ferrara Alessandro Mattei ed il vescovo di Cesena Carlo Bellisomi. Ciò nonostante, l’attesa di tre mesi e nessuna nomina per la Santa Sede.

A tal proposito, la decisione del dirigente del Conclave Ercole Consalvi, anche sulla proposta del terzo candidato Barnaba Chiaramonti. Come conseguenza, la vittoria per il cardinale Gregorio, nel nome di Papa Pio VII. Con il nuovo pontefice nascono le riforme governative, ormai indispensabili per l’amministrazione di Roma.

– seconda parte –

Nel 1801, l’ordine di Papa Pio VII del motu proprio Le più colte, il documento ufficiale della liberalizzazione del settore agricolo. Anche il riconoscimento di alcune categorie lavorative e vecchie corporazioni, in aiuto alle necessità di sussistenza economica, dopo l’occupazione francese.

Tuttavia, l’attenzione del pontefice prosegue con la lotta all’anarchia della Chiesa francese. Anche il Primo imperatore e console di Francia Napoleone Bonaparte, intende ristabilire il medesimo equilibrio cattolico. Durante lo stesso anno, la decisione tra Papa Pio VII ed il generale francese, del Concordato di Parigi.

Dopo due anni, delle modifiche in aggiunta al comune accordo, per volere del governo francese. A fronte di ciò, il Primo imperatore di Francia impone al Santo Padre, il riconoscimento alla propria investitura, nel potere imperiale. Il 10 giugno 1809 a Castel Sant’Angelo, i Francesi occupano la città di Roma ed il pontefice tenta una scomunica contro i nemici.

Per evitare le rivolte popolari, di ribellione alle truppe francesi, le milizie avversarie catturano il Santo Padre, che diviene prigioniero. Dopo due anni, la fine della reclusione per Papa Pio VII, con l’imposizione di una sua dichiarazione verbale, al riconoscimento pontificio, per i vescovi francesi.