Papa Leone XIII – 1888: la lettera enciclica Libertas

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Il 20 giugno 1888, il documento pontificio Libertas, di Papa Leone XIII. Dalla lettera enciclica, il Santo Padre affronta le tematiche a sfondo politico, delle distanze tra Stato e Chiesa. Di fatto, lo scritto papale esprime il concetto di libertà individuale religiosa, nella scelta di accoglienza o assenza della fede. Secondo il pontefice, la risoluzione ai contrasti per i diritti umani, dove l’Onnipotente nel diritto all’adorazione, prevale su ogni uomo.

Papa Leone XIII chi è?

In origine Vincenzo Raffaele Pecci, nasce a Carpineto Romano il 2 marzo 1810 e decede a Roma il 20 luglio 1903. Con i genitori Lodovico Pecci ed Anna Prosperi Buzi, l’appartenenza ad una famiglia benestante ed il padre colonnello con missioni di guerra. Nel 1824, gli studi di Vincenzo presso il collegio dei Gesuiti a Viterbo e nel Collegium Romanum fino al 1832.

In seguito, il percorso amministrativo del religioso, presso l’Accademia dei Nobili a Roma.  Nel 1837, l’arcivescovo Carlo Odescalchi ordina Vincenzo Pecci sacerdote. Dopo un anno, l’ecclesiastico ottiene il titolo di delegato pontificio, nelle città di Benevento e Perugia. Agli inizi degli anni Quaranta, la nomina di arcivescovo di Damiata e la missione politica in Belgio.

Nel 1853, la carica di cardinale ed alla scomparsa del segretario di Stato Antonelli, anche il titolo di cardinale camerlengo della Chiesa cattolica. Quasi settantenne, il cardinale Pecci sale alla Santa Sede in successione di Papa Pio IX, il 20 febbraio 1878. Nella scelta del nome, Pecci diviene Papa Leone XIII.

Durante il pontificato, le insorgenze di rivalità tra il Vaticano e diversi governi, in cui il Santo Padre interviene, per ristabilire l’equilibrio delle parti. Tra le principali lettere encicliche del pontefice, si ricordano: Immortale Dei, Aeterni Patris, Libertas, Rerum Novarum.

Il documento papale Libertas

Attraverso il documento pontificio di Leone XIII dal titolo Libertas, l’inaccettabilità dei divari tra Stato e Chiesa e l’impostazione tradizionale ideologica del Santo Padre, sul comportamento sociale nei confronti della fede. Tra gli aspetti prevalenti della lettera papale, la scelta in piena libertà dell’individuo, per professare o distanziare dalla religione. Mentre Dio al sopra dell’uomo e con il diritto all’adorazione rappresenta il modello di libertà, che la società intende nella propria sensibilità, come riferimento in nome della fede.

Per il distacco tra visioni differenti di Stato e Chiesa, la prima conseguenza dell’accettazione di tale realtà, di Papa Leone XIII. Poi l’idea del pontefice di opposizione, poiché intende rispettare entrambi le parti, anche se con le distanze. Ciò nonostante, il pensiero nuovo del pontefice, che matura la concezione di libertà sull’uomo, nell’estensione della propria religiosità sulla società. Da qui, un bene comune di tutti gli individui e la religione come libertà di coscienza, in rilievo nell’enciclica, del Santo Padre.