Papa Innocenzo III: l’annullamento della Magna Carta

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Il 24 agosto 1215, Papa Innocenzo III dichiara nullo il documento della Magna Charta Libertatum. Di fatto, uno scritto in lingua latina, in riferimento alle concessioni del monarca d’Inghilterra Giovanni Senzaterra, ai propri feudatari e baroni di Runnymede. A fronte di ciò, l’intervento del pontefice tra le parti in lotta per la conquista delle terre inglesi, nel conflitto noto come la prima guerra dei baroni.

Papa Innocenzo III chi è?

In origine Lotario dei conti di Segni, nasce a Gavignano il 22 febbraio 1161 e decede a Perugia il 16 luglio 1216. Come genitori, il padre Trasimondo conte di Segni e la madre Clarissa Scotti. Nel percorso scolastico, il futuro pontefice esegue i primi studi a Roma, poi segue la vocazione religiosa e raggiunge Parigi, nella formazione della teologia. Nel corso degli anni, il religioso diviene tra i principali intellettuali, di diritto canonico dell’epoca.

Durante la carriera ecclesiastica, diversi incarichi dai pontefici Lucio III, Gregorio VIII ed Urbano III. Nel 1190, la nomina di cardinale diacono ed il ruolo ecclesiastico presso la curia pontificia. Con la scomparsa di Papa Celestino III, la conseguenza del conclave e l’elezione di Lotario dei conti di Segni, come successore in Santa Sede. A fronte di ciò, il nuovo pontefice acquisisce il nome di Papa Innocenzo III, l’8 gennaio 1198.

Attraverso il pontificato di Innocenzo III, il cambiamento dei poteri e privilegi delle nobili famiglie romane. Di fatto, la limitazione alla supremazia dei casati nobiliari, che impongono la loro sovranità in Santa Sede da tempo. Da qui, la sostituzione dei potenti aristocratici, dai ruoli ecclesiastici nell’ambiente pontificio, con soli personaggi religiosi e di fiducia. Tra le opere principali del pontefice, si ricordano: De contemptu mundi, De sacrosancto altaris mysterio, Libellus de eleemosyna, Dialogus interDeum et peccatorem, Srmones, Ave mundi spes, Maria.

La Magna Charta Libertatum

Dal 1215 al 1217, la prima guerra dei baroni, tra il sovrano d’Inghilterra Giovanni Senzaterra ed i baroni del reame, per l’opposizione ai carichi fiscali eccessivi, imposti dal regnante. Da qui, la rivolta dei baroni sulle ingenti tasse a loro carico, con rivolte e ribellioni nei confronti del monarca. A fronte di ciò, l’attuazione di numerose trattative del Re d’Inghilterra, per evitare la conseguenza di un conflitto bellico.

Il 15 giugno 1215, lo scritto ufficiale della Magna Charta Libertatum, in cui il sovrano riconosce i diritti per entrambe le parti, tra vassallo e feudatari, del regno inglese. Inoltre, nell’agosto dello stesso anno l’annullamento del documento, per disposizione del pontefice Innocenzo III. Tuttavia, negli anni seguenti tale scritto non funziona come accordo di pace, tra il regnante d’Inghilterra ed i baroni.

Di fatto una guerra nel Regno d’Inghilterra, tra il monarca e la coalizione di baroni, Scozzesi e Francesi. Prima dello scontro bellico, entrambi gli avversari chiedono l’aiuto a Papa Innocenzo III, per una soluzione dei contrasti. Nel 1216, il Santo Padre definisce lo scritto della Magna Carta “non solo vergognosa ed umiliante, ma anche illegale ed ingiusta”. Tutt’oggi, il documento del pontefice rappresenta i principi fondamentali di libertà, della costituzione inglese, nell’evoluzione delle leggi politiche feudatarie, in quelle attuali.