Papa Gregorio VII – 1073: a capo della Santa Sede

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Il 22 aprile 1073, Papa Gregorio VII succede ad Alessandro II. A fronte di ciò, il popolo romano conduce il nuovo Santo Padre, presso San Pietro in Vincoli, con l’elevazione al pontificato. Durante la carica di Papa Leone IX, il futuro pontefice acquisisce la nomina di consigliere del Santo Padre regnante. All’epoca, la Chiesa affronta diverse trasformazioni, che tramutano nella concezione della Riforma gregoriana.

Papa Gregorio VII chi è?

In origine Ildebrando di Soana, Papa Gregorio VII nasce a Soana intorno al 1015 e decede a Salerno il 25 maggio 1085. Durante l’adolescenza, Ildebrando frequenta gli studi a Roma, con gli insegnamenti di Lorenzo d’Amalfi (arcivescovo) e Giovanni Graziano (futuro Papa Gregorio VI). In seguito, l’aspirante sacerdote diventa consigliere del pontefice in carica, Leone IX.

A ragion per cui, la nascita di un dialogo costruttivo con il Santo Padre, tanto da affrontare diversi argomenti, sui possibili cambiamenti nella Chiesa. Di fatto, il religioso esercita notevole influenza sulle modifiche nell’ambiente ecclesiastico, del periodo. Inoltre, la società dell’epoca inizia a trattare i temi, per le ideologie nuove che emergono con le riforme della Chiesa latina.

Papa Gregorio VII: la carriera

Il 22 aprile 1073, l’elezione di Papa Gregorio VII per acclamazione del popolo, in assenza delle regole canoniche. In verità, la proclamazione del nuovo Santo Padre suscita delle contrarietà, per la valenza di legittimità, sulla propria carica pontificia. A fronte di ciò, tali polemiche proseguono per tutto il periodo, di guida alla Santa Sede. Tra le prime decisioni di Papa Gregorio VII, le lotte per l’affermazione del primato pontificio sul potere laico e l’eliminazione di nicolaismo e simonia.

Nel 1075, il pontefice esegue la stesura di ventisette norme di diritto, con l’attribuzione al potere papale in Dictatus Papae. A tale riguardo, si tratta di affermazioni, ognuna delle quali esprime la sovranità del ruolo papale romano. Anche l’insieme degli elementi cardine della Riforma gregoriana, che redige Gregorio VII, ancora oggi presenti negli Archivi Vaticani.  

La Riforma gregoriana

Nell’XI secolo avvengono dei mutamenti nella Chiesa cattolica, che trovano ampia diffusione in tutta Europa. Di fatto, l’esigenza di risolvere gravi problematiche nel clero, nei confronti della classe politica e della società del periodo. Attraverso tale riforma, il potere pontificio aumenta e con esso anche il prestigio del Papato, con il predominio prevalente religioso, sulla cristianità del Medioevo.

Attraverso il cambiamento di riforma della Chiesa, Papa Gregorio VII tenta di ripristinare la moralità. Nella lotta contro le due correnti cristiane del Nicolaismo, il Santo Padre intende rendere la Chiesa indipendente dal potere temporale. Tuttavia, secondo le regole della Dictatus Papae, la lotta alla simonia condanna la compravendita, degli alti ruoli ecclesiastici. Dall’intervento di riforma della Chiesa, la nascita dell’aggettivo, che ricorda il realizzatore della medesima, con Riforma gregoriana.

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