Papa Benedetto VIII – 1012: l’ascesa alla Santa Sede

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Il 18 maggio 1012, l’elezione di Papa Benedetto VIII in successione al pontefice Sergio IV. All’epoca, il nuovo Santo Padre sale al Soglio di Pietro e diviene modello di riforme per la Chiesa, con gli spunti di tali cambiamenti, solo negli anni seguenti. A fronte di ciò, la realizzazione di importanti principi di rinnovamento ecclesiastico, nel periodo gregoriano.

Papa Benedetto VIII chi è?

– prima parte –

In origine Teofilatto II dei conti di Tuscolo, nasce a Roma nel 980 circa e decede nella sua città nel 1024. Di appartenenza ad una nobile famiglia, i genitori sono Gregorio e Maria, di cui il padre senatore ed ammiraglio per la flotta pontificia. Come fratelli maggiori di Teofilatto, Romano ed Alberico.

Nel 1001, la decisione della famiglia per la carriera religiosa del figlio più giovane. A fronte di ciò, gli studi ecclesiastici di Teofilatto e la nomina di cardinale, presso la diocesi di Roma, di Porto Santa Rufina. Il 12 maggio 1012, la scomparsa di Papa Sergio IV, con l’imposizione dei Tuscolani, alla guida del pontificato di Teofilatto.

Di fatto, l’elezione del cardinale romano, come Papa Benedetto VIII, il 18 maggio 1012. Durante la carica pontificia, la famiglia baronale Crescenzi detiene il potere governativo della città di Roma, con i ruoli diplomatici del casato, fin dall’XI secolo.

Tuttavia, con Papa Benedetto VIII alla Santa Sede, consegue la fine del potere politico della dinastia Crescenzi. In precedenza, anche l’influenza della famiglia baronale romana, sulle decisioni pontificie. Alcuni esempi di nomine alla Santa Sede, dei pontefici per imposizione dei Crescenzi, sono: Giovanni XVII, Giovanni XVIII e Sergio IV.

– seconda parte –

A tal riguardo, la discendenza baronale decide con il clero, di attribuire il potere pontificio ufficiale, anche all’Antipapa Gregorio VI. Come conseguenza, la nascita dei contrasti tra le due famiglie, nella lotta al potere pontificio. In seguito, Papa Benedetto VIII interviene sull’eliminazione dei presidi avversari, nella città di Roma.

Di fatto, l’espulsione del rivale Gregorio VI, dal territorio della Campagna e Roma. Intanto, Enrico II il Santo (imperatore del Sacro Romano Impero) accoglie e riconosce ufficialmente, il pontefice in carica. Nello stesso periodo, la decisione della Santa Sede di iniziare una politica di sostegno ed approvazione alla Chiesa tedesca, con l’appoggio all’imperatore sul relativo titolo.

Tra Impero e Regno Pontificio, la collaborazione nei principi di un rispetto comune, con il rinnovamento morale della Chiesa. Nel 1014, il Santo Padre proclama Enrico nell’elezione imperiale effettiva, presso la Basilica di San Pietro. In seguito, Papa Benedetto VIII con il documento Privilegium Othonis, assicura il rispetto e l’osservanza, delle regole sull’elezione pontificia.

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