Papa Agapito II – 946: a capo della Santa Sede

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Il 10 maggio 946, la consacrazione di Papa Agapito II, noto tra i papi cortigiani, di Alberico II di Spoleto. A fronte di ciò, l’elezione del Santo Padre succede al pontefice Marino II, che lo nomina in precedenza cardinale. Dal 932, il nobile e Signore di Roma de facto detiene il potere di governo nell’Urbe, fino al 954. Anche per volere del capo di corte, la salita al Regno Pontificio del nuovo Santo Padre.

Papa Agapito II chi è?

– prima parte –

Dalle origini romane, il pontefice prima di guidare il Regno Pontificio, ottiene la nomina di cardinale diacono da Papa Marino II. Segue l’elezione al pontificato il 10 maggio 946, dove tra i suoi maggiori sostenitori emerge l’influenza di corte, di Alberico II, Signore di Roma e capo della città, all’epoca.

Tuttavia, anche i pontefici precedenti come Leone VII, Stefano VIII e Marino II entrano al servizio di corte. Attraverso la carica papale di Agapito II, il Soglio di Pietro acquisisce dinamicità nelle decisioni, rispetto agli anni passati. All’inizio del ruolo pontificio, il Santo Padre mantiene una situazione di equilibrio e tranquillità nella città.

Nel 950, le ambizioni del potere imperiale conducono il duca di Sassonia a raggiungere l’Italia, con la pretesa al trono. Anche sovrano dei Franchi Orientali, l’imperatore carolingio approfitta della situazione poco chiara, della salita al trono italiano di Berengario II d’Ivrea.

Di fatto, le mire imperiali del capo di Sassonia si estendono oltre i confini del proprio Regno e sconfigge il monarca, con l’acquisizione della Corona d’Italia, come Regnum Italicum. Ma il sovrano di Sassonia intende ottenere l’effettivo potere imperiale, che solo il pontefice può conferire.

– seconda parte –

Nel 951, il capo carolingio incarica due suoi rappresentanti imperiali, di inviare alla Santa Sede, la propria richiesta d’incoronazione. Come risposta, l’intervento del Signore di Roma Alberico, che nega il consenso da parte di entrambi, al capo di Sassonia. Negli anni successivi, il pontefice dimostra decisione e forza sul governo della Chiesa.

A sostegno della politica ecclesiastica del Signore de facto dell’Urbe, il Santo Padre promuove la Riforma cluniacense. In realtà,un rinnovamento ecclesiastico dell’Ordine di San Benedetto, che raggiunge una estensione di tutta la Chiesa cattolica. Seguono anche degli interventi sulle diocesi tedesche e francesi, dove il pontefice dispone la libertà, di creare nuove sedi vescovili, nei territori d’Oriente.

Nel 954, il Santo Padre per mantenere l’autonomia di Roma ed evitare nuovi tentativi di potere del sovrano di Sassonia, pensa ad una strategia di difesa per il Regno. A fronte di ciò, la decisione del pontefice di un giuramento in San Pietro di nobili e clero, del suo successore figlio Ottaviano.

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