Paolo Romani: editore, direttore radiotelevisivo e politico

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Paolo Romani è un imprenditore aziendale ed un politico italiano. Durante il quarto esecutivo Berlusconi del 2010, Romani riceve la carica di “ministro dello sviluppo economico”, che esercita fino al novembre 2011. Inoltre, il politico dichiara sulla proposta della Lega Nord, per la federalizzazione RAI: “La RAI deve essere policentrica e non più romanocentrica, il paese è verticale, non orizzontale, bisogna che anche in RAI si pensi ai problemi del Nord, questo significa non vivere solo a Roma”.

Paolo Romani e la biografia

Paolo Romani nasce a Milano il 18 settembre del 1947. Nel 1974, Romani crea la “TVT Radiotelevisione Libera”. Di fatto, la carriera professionale nell’editoria televisiva anticipa la carriera politica. Negli anni successivi, l’imprenditore assume la direzione generale dell’emittente tv “Rete A”, con la collaborazione dell’editore Alberto Peruzzo. A fronte di ciò, conseguono le direzioni a “Millecanali” e la delegazione amministrativa a  “Telelombardia”, con Salvatore Ligresti. Nel 1990, Romani diviene direttore dell’emittente televisiva privata “Lombardia7”, con cui apre l’attività in proprio.

Paolo Romani e la politica

Durante la XII legislatura, il collegio di Cinisello Balsamo, della terza circoscrizione Lombardia1 elegge Romani deputato. Inoltre, il politico milanese riceve diverse nomine, tra cui: vicepresidente della IV Commissione Difesa, membro della VI Commissione Finanze, componente della Giunta per le elezioni. Tuttavia, l’imprenditore presiede anche alla Commissione speciale per il riassetto del settore radiotelevisivo. Nella XIII legislatura, Romani riceve l’elezione nel collegio di Busto Garolfo, con il “Polo per le Libertà”. In seguito, il politico entra nella IX Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni. A ragion per cui, Romani diviene leader della Commissione bicamerale nella vigilanza sui servizi della radiotelevisione.

Paolo Romani in altre cariche ed il progetto della Lega Nord sulla RAI

Nella XIV legislatura, il politico lombardo diviene capogruppo di “Forza Italia”, attraverso la Camera dei deputati. A fronte di ciò, Romani diviene presidente della IX Commissione ai trasporti, poste e telecomunicazioni. Di fatto, il politico diventa il sottosegretario delle comunicazioni, nel governo Berlusconi III. Inoltre, Romani contribuisce alla stesura della legge Gasparri, per il mondo radiotelevisivo. In realtà, la Lega Nord progetta la federalizzazione della RAI e Romani dichiara che l’emittente radiotelevisiva italiana dovrebbe essere policentrica, non romanocentrica. A fronte di ciò, il politico dichiara anche: “Non che io sia fissato su Rai2 a Milano, è importante però che la RAI sia a Milano, come a Roma, come a Napoli, come a Bari ed in tutta Italia”.

Ruoli in Forza Italia

Il politico milanese diviene responsabile del Dipartimento nazionale, per la radiotelevisione Forza Italia. Nel 1998, Romani diviene il coordinatore regionale del movimento “Forza Italia”, nella Lombardia. Negli anni successivi, Romani riceve la nomina di assessore in campo urbanistico a Monza e per l’Expo 2015.

Le critiche e le indagini

Nel corso dell’assessorato, il politico lombardo riceve numerose critiche in ambito urbanistico, per favoritismi immobiliari alla famiglia Berlusconi. A fronte di ciò, le costruzioni immobiliari di casa Berlusconi interessano la zona di Milano 4 (area Cascinazza). Nel 2012, la Procura di Monza esegue delle indagini per peculato, per la somma di 5.000 euro, che il politico utilizza col telefonino comunale. Tuttavia, risultano anche ricevute di somme, che Romani spende in pranzi e cene del valore di 22.000 euro, a carico del comune.

Il Decreto Romani

Nel 2010 il politico attua il decreto legislativo (D.Lgs. n. 169/2010) dal nome “Decreto Romani”, in cui cinema, web e televisioni hanno l’obiettivo iniziale di recepire una direttiva europea sugli audiovisivi. Tuttavia, il politico riceve pareri di dissenso per: i tagli pubblicitari, sull’equiparazione dei siti web, sulle misure per tutelare i minori, sul divieto della messa in onda dei film ai minori di 14 anni (ad esclusione della fascia notturna).

Senatore PDL

Nel 2013, alle elezioni politiche Romani diviene senatore nel Popolo della Libertà. Tuttavia, lo stesso anno il politico aderisce a “Forza Italia” e succede a Schifani, come capo senatore. L’anno seguente, Romani entra nel “Comitato di Forza Italia” come presidente. Nel 2015, Sergio Mattarella diviene presidente della Repubblica e nascono dei contrasti nel partito. Di conseguenza, il politico milanese rassegna le dimissioni. Nel 2019, Romani sostiene le idee politiche di Giovanni Toti, con cui aderisce al partito “Cambiamo!”. A fronte di ciò, Romani decide l’iscrizione al gruppo Misto del Senato, con Quagliariello e Berutti, con i quali crea una opposizione politica all’esecutivo Conte II.

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