Un colpo di pistola, un miracolo, una rinascita. Mercoledì 21 gennaio alle ore 18.30, Paolo De Chiesa e Sergio Barducci presentano a Casa Verona (Piazza Arsenale, 6b – Verona) il libro “Ho sfiorato il cielo” (Edizioni Minerva), un racconto intenso e autentico in cui l’ex protagonista della Valanga Azzurra — oggi apprezzato commentatore sportivo — sceglie di mettersi a nudo ripercorrendo una vita vissuta “ad alta quota”, tra le vette dello sport e gli abissi interiori di un uomo che ha visto la morte da vicino.
Dalle piste alla vita: il campione e l’uomo dietro il mito
Nel libro, De Chiesa ripercorre la sua storia a partire dalla passione nata tra le montagne di Cervinia, fino ai trionfi sulle piste di Coppa del Mondo. Ma il cuore del volume non è solo sportivo: è umano. Tra ricordi, emozioni e confessioni, emerge la figura dell’uomo dietro il campione, con le sue fragilità, la sua determinazione e il suo bisogno di trovare un senso a ciò che accade.
E proprio quando la vita sembra già scritta — tra gare, sacrifici, disciplina e vittorie — arriva l’evento che cambia tutto.
L’incidente: “impossibile sopravvivere”, eppure è ancora qui
Durante una cena tra amici, una pistola calibro 38 esplode accidentalmente. Il proiettile attraversa il collo di De Chiesa, sfiorando giugulare e spina dorsale: una ferita che, razionalmente, non lascia scampo. Eppure lui sopravvive. Un passaggio sospeso tra vita e morte che diventa la frattura da cui nasce il libro: un punto zero da cui ripartire.
Da lì, “Ho sfiorato il cielo” si apre a un tema più grande: il destino, la fede, la paura, la speranza. E soprattutto la domanda che resta quando ti rendi conto di essere ancora vivo: perché?
Dolore, depressione e resilienza: la rinascita come scelta
La rinascita di Paolo De Chiesa non è solo fisica. È una trasformazione esistenziale: un percorso fatto di dolore, paura e depressione, ma anche di famiglia, amicizia e spiritualità. Il libro racconta senza filtri cosa significa attraversare un tempo in cui non sai se temere di morire o di continuare a vivere “in quelle condizioni”, e cosa vuol dire ribellarsi, decidere di reagire, rimettere insieme il corpo e la mente.
È qui che “Ho sfiorato il cielo” smette di essere soltanto una biografia: diventa una testimonianza di resilienza, una storia che parla a chiunque si sia trovato a cadere e a cercare il coraggio di rialzarsi.
La Valanga Azzurra e i ricordi luminosi
Accanto alla parte più intima e dolorosa, nel volume riaffiorano anche i ricordi più luminosi: la Valanga Azzurra, i legami e le amicizie, il rapporto con Piero Gros e Gustav Thoeni, le sfide sulle piste di Garmisch e Val d’Isère, il rigore del padre e l’affetto della madre e dei fratelli. Un’alternanza continua tra adrenalina sportiva e profondità emotiva, dove ogni episodio diventa occasione di riflessione.
Uno stile diretto, confidenziale, narrativo
Scritto insieme al giornalista Sergio Barducci, “Ho sfiorato il cielo” ha un tono intimo e diretto, capace di mescolare il ritmo del romanzo di formazione alla sincerità del diario personale. La narrazione scorre come una conversazione vera, in cui la memoria non è mai solo ricordo, ma diventa senso, domanda, consapevolezza.
Presentazione a Verona: info evento
Evento: Presentazione del libro “Ho sfiorato il cielo”
Con: Paolo De Chiesa e Sergio Barducci
Quando: Mercoledì 21 gennaio, ore 18.30
Dove: Casa Verona, Piazza Arsenale 6b, 37126 Verona (VR)
Libro: Ho sfiorato il cielo (Edizioni Minerva, 240 pagine, €20)



