Il 20 ottobre 1780 nasce Paolina Bonaparte

"Bambini? Preferisco iniziarne cento, che finirne uno." - Paolina Bonaparte

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Una bambina viziata

Paolina Bonaparte nasce ad Ajaccio, in Corsica, il 20 ottobre 1780. Sesta figlia della famiglia Bonaparte, molto più giovane del fratello Napoleone di 11 anni, fu lo stesso illustre fratello a dire che lui e Paolina erano stati i figli viziati della famiglia. Caratterialmente la responsabilità non era il punto forte di Paolina. Non si conosce molto di lei, si è certi che non abbia ricevuto alcuna istruzione formale e che fosse priva di particolari inclinazioni intellettuali. Gli unici suoi interessi erano di natura assolutamente frivola. Come esteta aveva un enorme amore per il suo aspetto, in particolare amava la sua pelle pallida le sue adorabili mani , di cui anche il fratello ne andava fiero per come fossero delicatamente modellate, e i piedi.

Matrimonio con il generale Leclerc

Sebbene Paolina volesse sposare qualcun altro dei suoi numerosi spasimanti, il fratello maggiore, Napoleone, fece in modo a tutti i costi che sposasse l’ufficiale francese Victoire Leclerc.

Generale Victoire Leclerc

Se questo intervento del fratello sia realmente accaduto o no, l’epilogo è quello che la vicenda ci racconta, Paolina e Leclerc si sposarono il 14 giugno 1797. Da questa unione nasce un figlio, Dermide, il 20 aprile 1798. Anche per il nome del nascituro troviamo la presenza decisionale del generale Napoleone, che indusse la sorella a chiamare il ragazzo come un eroe nella sua epopea preferita, Ossian.

Il piano astuto di Napoleone

Nel 1801, Napoleone nomina Governatore Generale di Saint-Domingue (l’attuale Haiti) il cognato spedendolo li a soffocare una ribellione nata da malcontenti. Paolina e Dermide lo seguirono in questo viaggio trattenendo in cuor suo il malcontento per la forzata lontananza dalla sua amata vita europea, cercò comunque di trarre da questa esperienza il meglio possibile. Durante tutto il periodo in cui resta in “esilio” Paolina avvia delle piccole attività, come l’allevamento di piccoli animali e usa parte del suo tempo ad amoreggiare con un buon numero di amanti nativi. Tutto sommato il soggiorno le risulta infelice. La rivolta sembrava impossibile da sedare, e per finire i francesi vengono colpiti dalla febbre gialla che fece ammalare L’intera famiglia. Leclerc non guarì mai e schiacciato dalla malattia muore il 2 novembre 1802. A Paolina e Dermide non resta che rientrare in Francia portando con sé i resti del defunto consorte.

Secondo matrimonio con Camillo Borghese

Volendo consolidare i legami con l’Italia occupata dai francesi, Napoleone trova Paolina un altro marito nella figura del principe Camillo Borghese, un ricco nobile romano che si rivelò superficiale e incapace come lei. I due si sposano il 28 agosto 1803. La mancanza di serietà di Paolina, l’apparente disprezzo per suo marito, e accenni di infedeltà non piacquero ai romani.

Il secondo marito Camillo Borghese

La salute di Paulinea continuava a disturbarla e su suggerimento del novello marito va in visita alle terme di Pisa. Paolina accetta con la sola condizione che il figlioletto possa accompagnarla ma Borghese si oppone, costringendo il bambino di sei anni a rimanere con lo zio paterno. Il 14 agosto 1804, in assenza di Paolina, il ragazzo morì di febbre e convulsioni. La sventurata al suo ritorno riversa sul marito tutta la colpa della morte di Dermide.

Paolina diventa principessa

Nel 1806 Napoleone nomina la sorella Paolina Bonaparte Borghese, Principessa e Duchessa di Guastalla. Per l’occasione, Camillo Borghese commissiona una statua, oggi famosa, di Paolina al più famoso scultore italiano dell’epoca, Antonio Canova. Decise di posare nuda, vittima del suo narcisismo esasperato dopo il conferimento dei titoli nobiliari, come Venus Victrix, indispettendo così suo marito. Quando qualcuno le chiedeva se fosse a disagio a stare nuda davanti all’artista, lei risponde sempre ironicamente alludendo alla presenza di un incendio davanti a lei mentre veniva ritratta, giustificando così la sua nudità disinvolta.

Paolina nella rappresentazione di Antonio Canova (1805-1808)

Gli anni romani

Paolina, siamo nel 1803, segue il marito a Roma. Ma la vita della capitale non la rende felice. Scopre quasi subito che dietro l’apparente sfarzo della nobiltà romana si nasconde un forte perbenismo e uno stile di vita scandito da innumerevoli impegni religiosi. Più volte tenta di ritornare in Francia, chiedendo il permesso al fratello, che glielo nega sempre. Pur dando vita a queste lotte familiari intestine, Paolina tenta di fare il suo dovere e durante l’incoronazione imperiale sostiene bene la sua parte di membro della famiglia Bonaparte.

Le pantofole in seta della principessa

A dispetto della sua fama legata all’amore per la frivolezza, Paolina sfodera una enorme forza e caparbietà nello schierarsi accanto al fratello nei momenti di difficoltà: condivide, infatti, con l’amato Napoleone l’esilio sull’isola d’Elba, tenta persino di raggiungerlo a Sant’Elena e lo aiuterà sempre sia da un punto di vista morale che materiale.

Il perdono e la morte

La salute di Paolina tuttavia peggiora e nel 1824 chiede l’ intercessione del Papa per aiutarla a riconciliarsi con il marito, che nel frattempo trasferito a Firenze, conviveva con un’amante, e a quanto pare funzionò. Trascorse gli ultimi mesi di vita con suo marito, morendo il 9 giugno 1825, all’età di 44 anni. La causa della morte invece fu data come tumore allo stomaco. Paolina Bonaparte Borghese trova sepoltura nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

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