Paola Mattioli: intervista tra poesia e romanzo storico

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Nel 2018, il libro di Paola Mattioli dal titolo Viera. Un’italiana del ’23, con una narrativa dal carattere storico – biografico. Attraverso l’opera, la scrittrice intende dare voce alle parole della madre, che legge dalla realtà che vive la donna e che desidera tenere traccia, tra le memorie. Anche poetessa, l’autrice estende i pensieri di un romanzo, tra i ricordi senza tempo, nella dimensione degli affetti più cari.

Paola Mattioli chi è?

La scrittrice nasce a Bologna il 27 novembre 1962. Inoltre, gli studi magistrali e la frequentazione di un corso professionale serale, per Assistente di Comunità Infantili. A fronte di ciò, Paola consegue il diploma ed inizia l’attività come impiegata. In seguito, l’entusiasmo per il ruolo professionale, ma con diversi anni di precariato.

Nel 1995, Paola Mattioli decide di partecipare ad un concorso per Educatori Nido, che vince. Di fatto, Mattioli ottiene il lavoro presso il Comune di Bologna e consegue il ruolo nel 2007. Ai tempi della scuola magistrale, il legame con la scrittura, dove la poesia suscita ispirazione alla studentessa.

Inoltre, un mezzo per capire sè stessa e trovare la propria espressione nella quotidianità. Anche in futuro, l’arte dello scrivere accompagna il cammino letterario di una donna, che abbraccia sia il mondo della poesia, che della narrativa.

Nel 2006, la scomparsa della madre e l’esigenza per l’autrice di riprendere con costanza, l’attività di scrittura. Da qui, la nascita di opere letterarie come: Al di là del cielo (Edizioni Pendragon – 2015), A piccoli passi (Pendragon – 2017), Viera. Un’italiana del ’23 (Pendragon – 2018), Vorrei… (Europa Edizioni – 2019).

Paola Mattioli: concorsi letterari e riconoscimenti

La scrittrice partecipa a numerosi concorsi ed antologie, di cui: Pensieri d’osteria (con attestato e pubblicazione sull’antologia del medesimo concorso), Idea Donna (attestato per la lodevole opera e la creatività nella scrittura), Parole e Poesia (attestato per poesia a tema libero e pubblicazione nella relativa antologia).

Seguono delle sezioni di poesie, per l’Antologia del Laboratorio di Parole di Bologna (Edizioni Parole – 2012), Concorso Letterario Nazionale Guido Zucchi (attestato e pubblicazione nella sua antologia – 2015). Anche la partecipazione alla Nuova Collana di Poeti Contemporanei Riflessi (Casa Editrice Poeti Poesia di Roma).

Con la poesia Risaie al Tramonto, la pubblicazione sul Quotidiano Buonasera Taranto e l’inserimento della lirica Autunno, nel Calendario Poetico 2021, di Bruno Mohorovich e Jean Luc Bertoni. Tra i riconoscimenti: Premio Speciale La Donna nel Terzo Millennio, per il Concorso Letterario Nazionale Parole e Poesia, invito come Ospite d’Onore alla Festa Internazionale della Storia Quando la storia si fa poesia (BO – 2018) ed altri.

Paola Mattioli: il pensiero della scrittrice

Nell’opera a sfondo biografico, emerge il pensiero della scrittrice, in simbiosi con le riflessioni della madre. Anche la capacità lirica della realizzatrice del romanzo, tra le pagine di una lettura, che risalta le sensazioni, i sentimenti, i moti dell’animo umano. Di fatto, un racconto dall’impronta storica, con un salto nel passato, tra le immagini mentali d’infanzia. Mentre, l’intenzione della scrittrice giunge sulla voce della madre, che narra la storia del passato. Attraverso gli appunti della madre, la scrittrice riunisce le frasi e considerazioni tra fogli e fogli, per riordinare le esperienze esistenziali, di cui il romanzo.

Paola Mattioli: recensione del libro

Con Viera. Un’italiana del ’23, un libro dalla narrativa sia storica che biografica, dove l’autrice racconta del percorso esistenziale della madre Viera, tra i ricordi. In verità, un’opera emozionante, che la scrittrice esprime con autenticità, come lo stesso accade nelle sue poesie.

Tra le pagine, il lettore segue i movimenti interiori dell’autrice, tra le memorie della protagonista e madre Viera, per tutto il romanzo. Anche la realtà, dagli occhi della madre e lo stesso vale per il punto di vista, che emerge al lettore dall’autrice.

Ecco un dono della figlia alla madre e dare forma e struttura al suo desiderio di un libro, con la pubblicazione delle sue memorie. Attraverso la figlia, la voce di Viera narra la storia personale, durante i periodi difficili della Seconda Guerra Mondiale.

Tra le tematiche in rilievo, il coraggio e la forza, i sentimenti, la speranza di una donna, che vive le tragedie della guerra. Durante il romanzo compare diverse volte, l’ammirazione della scrittrice per la protagonista, che esprime come forza e determinazione.

Negli anni del conflitto bellico in Italia, una giovane ragazza lotta con tutta sé stessa, per garantire la sopravvivenza alla propria famiglia. Inoltre, il ricordo costante della figlia sulle qualità di Viera, che narra nel romanzo come fratellanza e bontà per il prossimo.

Paola Mattioli: poesia

Donne

Donne soppresse o maltrattate

Donne sole e abbandonate dalla società

Donne senza scampo

Donne emarginate per cultura,

                       lingua, religione

Donne che affrontano con coraggio la vita

Donne fiere di esserlo,

                        che diventano maschi

            in un mondo di maschi

Donne recuperate la vostra essenza,

            la magia femminile

Donne che portano la voce

            come una bandiera.

Paola Mattioli come si presenta ai lettori?

Mi presento, sono Paola Mattioli una poetessa e scrittrice di Bologna. Ma metà romagnola, perché mia madre era di Alfonsine, un paese in provincia di Ravenna e Argentina da parte della mia bisnonna. Dai tempi della scuola elementare, imparavo le poesie a memoria ed ero affascinata dalla poesia.

Paola Mattioli: cos’è la poesia per lei?

È la mia vita, non posso stare senza scrivere, mi affascinano le parole “unite, distaccate, sospese, si formano, creano pensieri. Sono parole che descrivono o raccontano ciò che ti appartiene, sono parole fisse nel cuore”, questa è una frase che ho scritto, in una mia lirica dedicata alla poesia. 

Paola Mattioli: come avviene l’incontro con la scrittura?

Iniziai a scrivere le mie prime poesie a vent’anni, poesie d’infanzia, di sogni, di momenti tristi e silenziosi. Una realtà difficile, sia per problemi di salute che familiari, per la presenza dei nonni materni e paterni, i quali avevano bisogno del mio aiuto. Un bambina-adulta che cercava di rifugiarsi nella scrittura poetica, per realizzare i propri sogni.

E trovare uno spazio tutto per sé, per sentirsi meglio, lontano dalle tristezze, dalle sofferenze che l’infanzia e l’adolescenza le dava. Ho ripreso a scrivere dopo i quarant’anni, dopo la morte di mia madre. Ero nel mio studio, quando all’improvviso mi tremò la mano destra e più evitavo di ascoltarla più aumentava il tremolio.

Dovevo aprire un cassetto e all’interno trovai un quaderno romantico, delle mie prime poesie dei vent’anni. Le lessi e non capii subito chi le aveva scritte perché la calligrafia era piccola. Lessi le prime poesie e tornai indietro nel tempo e capii che erano le mie, erano di Paola.

In seguito, frequentai per due anni il Laboratorio di Parole per approfondire la poesia. E alla fine, sentii l’esigenza di scrivere i miei primi libri. Infatti, nel 2012 uscì “Vorrei…”, una raccolta di poesie dei vent’anni e dei quarant’anni con disegni della pittrice cervese Roberta Dallara, un libro autoprodotto, che diventò edito nel’2018. 

Paola Mattioli: dove nasce la sua espressione poetica?

La poesia mi nasce dall’anima, fa parte di me, la sento quando devo scrivere. Mi emoziona, mi fa provare sentimenti vibranti, mi travolge e mi nutre.

Paola Mattioli: cosa rappresenta la scrittura nella sua vita?

La poesia nella mia vita rappresenta tutto quello che è emozione, piacere, gusto, nutrimento, passione. Ogni aggettivo per me, è superfluo per esprimere quello che la poesia mi dà, è la mia migliore amica.

Paola Mattioli: cosa rincorre nella poesia?

Rincorro i sentimenti, le emozioni, viverle intensamente, farmi avvolgere da esse come un manto vellutato.

Paola Mattioli: qual’è il suo stile poetico ritmico?

Il mio stile poetico non segue un ritmo, è uno stile diretto, semplice e chiaro, segue il cuore. Infatti, le poesie mi vengono dall’anima.

Paola Mattioli: perchè all’inizio la scrittura poetica e non in prosa?

Ho iniziato con la poesia perché la mia scrittura viene dall’anima, non decido io cosa e come scrivere, ma è l’anima che mi guida a scrivere. Ho scritto tre libri di poesie, un quarto libro è un racconto storico vero sulla Seconda Guerra Mondiale.

Paola Mattioli: durante una composizione lirica, segue degli schemi fissi?

Non seguo nessuno schema fisso, seguo l’anima, lei mi guida, a volte vado in trance oppure ho dei flash mentali, vedo le parole che scorrono velocemente su una lavagna. Ogni poesia è scritta in modo diverso, perché le mie sensazioni sono diverse ogni volta.

Paola Mattioli: cosa esprime attraverso la scrittura?

Esprimo le emozioni che l’anima mi trasmette, mi coinvolge e mi nutre profondamente.

Paola Mattioli: quali sono i sentimenti che vive nella poesia?

Nella poesia vivo sentimenti di passioni profonde che mi travolgono sia positive che negative. Vivo il vero senso della poesia, della sua bellezza e unicità.

Paola Mattioli: la poesia è un’espressione artistica. Come interpreta e descrive la sua arte?

La mia arte è quella dell’anima, da essa avvengono cose meravigliose, solo ascoltandola e seguendola puoi realizzare i tuoi sogni. Nulla è impossibile all’anima, lei sa dove portarti, quale sia la tua strada, solo affidandosi a lei, al suo ascolto ti potrà guidare al meglio.

Paola Mattioli: cosa prova ogni volta che rilegge le sue opere?

Quando rileggo le mie opere, rivivo le emozioni in cui sono avvenute e mi scendono le lacrime.

Cosa pensa sulla letteratura classica latina?

La letteratura classica latina è la base per la nostra cultura ed è il periodo di massimo splendore, dove nacquero correnti poetiche di notevole spessore.

Cosa descrive la letteratura moderna?

La Letteratura moderna descrive una nuova scrittura sia nella forma, nel contenuto e nei versi. Adottarono nuove tecniche come il sé interiore e la coscienza che venivano utilizzati dagli scrittori.

Quali messaggi vuole trasmettere con le sue opere?

Nelle mie opere voglio dare emozioni, coinvolgere le persone nell’accettarsi così come sono, perché ognuno è unico nel suo genere.

Cosa differenzia la musica dalla poesia, per lei?

La musica ha le note, un pentagramma, la poesia può essere musicale ma con le parole.

Ci sono letterati, dai quali trae ispirazione?

Non ci sono letterati da qui traggo ispirazione, la mia scrittura viene dall’anima e io seguo solo quello che sento.

Cosa consiglia agli aspiranti poeti?

Agli aspiranti poeti consiglio di credere fermamente nella loro passione, non farsi forgiare dalle persone invidiose, ma lottare per quello in cui credono, sempre.

Ha un sogno nel cassetto?

Uno dei tanti sogni nel cassetto è in via di realizzazione, è la scrittura di una sceneggiatura del mio quarto libro per fare un film, è un racconto storico vero sulla Seconda Guerra Mondiale, si chiama “Viera, un’italiana del’23” edito Pendragon. Un altro sogno nel cassetto è di fare della mia passione, la scrittura, la poesia, il mio lavoro.

Ho intenzione di specializzarmi nella scrittura di articoli per riviste on line o cartacee, scrivo regolarmente le mie pillole nella mia pagina Facebook. In più, c’è già in fase di editing un quinto libro, poi ci sarà un sesto libro di poesie già scritte. Ci sono altri libri in cantiere, in più ho in progetto di diventare un ghostwriter, scrivere libri per gli altri, ma solo quelli storici, per realizzarne in seguito dei film.

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