Pan di Zucchero: alla scoperta di un gioiello sardo

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Pan di Zucchero è il faraglione più alto del Mediterraneo che raggiunge un’altezza di 133 metri e si affaccia vicino alla costa della spiaggia di Masua, frazione di Iglesias, in Sardegna.

Partiamo dal nome

In sardo il nome originario era Concali su Terràinu ma la sua somiglianza con la baia di Rio de Janeiro sostituì il nome con Pão de Açúcar, da qui Pan di Zucchero.  Questo è composto da calcare cambrico ed è stata l’azione prolungata e continua dell’erosione marina a causare il suo distaccamento dalla terraferma.

Nel 1882 Gabriele D’Annunzio diceva sul faraglione: «si stacca sul fondo nettamente, come la prora di una fregata sommersa».

Come arrivarci

Gommone, barca, canoa, kayak, (magari non a nuoto) ma tanti sono i modi per raggiungere lo scoglio ed ammirarne la bellezza e la maestosità.

La vista poi è particolare: quasi sospeso a mezz’aria, come un piccolo balcone, quasi si volesse affacciare anche lui verso Pan di Zucchero si erge lo sbocco del sito minerario di Porto Flavia. In questo esatto punto i minerali venivano caricati dal sito minerario, fiore all’occhiello del sulcis iglesiente.

La miniera di Porto Flavia nacque grazie all’ingegner Cesare Vecelli che nel 1924 produsse una vera e propria opera d’arte ingegneristica che permetteva di imbarcare sui piroscafi, tramite nastri trasportatori, il minerale immagazzinato nel sottosuolo. I 9 silos che vennero lì costruiti potevano contenere 10.000 tonnellate di minerale.

Curiosità

È interessante sapere che i minatori venivano inviati a lavorare proprio su Pan di Zucchero. Sul lato nord-est è presente una galleria mentre la sommità era raggiungibile grazie ad una scala in legno. Quando il tempo non era dei migliori, i minatori rischiavano di restare bloccati sul faraglione; per questo motivo erano stati allevati in quel luogo alcune colonie di conigli, in modo da costituire degli approvvigionamenti.

Nelle vicinanze

Particolarmente suggestiva è la grotta del Soffione che, con l’andare delle onde che si infrangono sulla scogliera, produce dei veri e propri soffi d’acqua. Per i più temerari è possibile immergersi per alcuni secondi e riemergere all’interno della grotta.

La grotta in cui è visibile la forma della Sardegna
Fonte: Warung Beach Club

La natura in questo luogo è stata particolarmente generosa: pochi metri oltre Pan di Zucchero, si trova una grotta azzurra. La particolarità è che, una volta entrati dentro, se ci si volta, si può ammirare una sorta di magia: le pareti rocciose della grotta assumono le forme della Sardegna che, riflettendosi nell’acqua, ne creano un’immagine completa.

Per i veri appassionati di trekking il panorama può essere ammirato anche attraverso un percorso “immerso nel blu” che parte da Masua. Dopo un po’ di salita infatti la vista lascia senza fiato: il mare nasce dalla scogliera e Pan di Zucchero si erge spavaldo.

Oggi il sito sta letteralmente rinascendo: questi luoghi non sono eccessivamente turistici e di conseguenza hanno in loro una magia selvaggia: l’uomo non è ancora riuscito a domarli completamente. Visitarli, tuttavia, ne vale la pena, anche solo per scorgere il sole che tramonta ed illumina quel faraglione. Si organizzano ogni giorno gite in gommone e visite guidate nella miniera: i gioielli vanno valorizzati ma sempre con rispetto, ovviamente.

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