Palazzo Ducale di Mantova aderisce a La cultura non si ferma e sbarca su YouTube

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Il Palazzo Ducale di Mantova aderisce a La Cultura non si Ferma.

Prosegue il progetto La Cultura non si ferma lanciato dal MIBACT per far sì che gli italiani anche in questo periodo di isolamento casalingo dovuto all’emergenza coronavirus possano ammirare le bellezze del nostro patrimonio storico-artistico. In questi giorni anche il Palazzo Ducale di Mantova ha aderito all’iniziativa, ed è possibile concedersi un viaggio virtuale tra gli ambienti più belli della storica residenza dei Gonzaga, seguendo semplicemente un video pubblicato su YouTube.

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Adesso, dunque, è possibile vedere nel dettaglio e conoscere una delle regge più grandi d’Europa, con le sue cinquecento stanze, otto cortili e sette giardini. Il filmato che punta a sostenere la campagna Io Resto a Casa mostra, con adeguato sottofondo musicale, gli ambienti più suggestivi dell’edificio mantovano. Si può passare così dalla Sala dei Fiumi a quella di Manto – dove si trova la raffigurazione artistica della leggenda della fondazione di Mantova – fino al corridoio dei Fauni, per accedere poi all’appartamento e alla grotta di Isabella d’Este. Inoltre vi è la possibilità di ammirare la Scalcheria che presenta affreschi recanti scene di caccia, per poi spostarsi verso le Sale del Nettuno, dello Zodiaco e degli Arcieri.

La Sala di Manto della Reggia dei Gonzaga.

E così anche il Palazzo Ducale di Mantova entra a far parte di La Cultura non si Ferma. Il MIBACT, infatti, in questo periodo di lockdown dell’Italia causato dall’emergenza sanitaria in cui musei, biblioteche e parchi archeologici sono chiusi, ha deciso comunque di deliziare gli italiani con delle immagini esclusive diffuse sul web. Grazie a quest’iniziativa si possono visitare virtualmente anche i luoghi che solitamente non sono accessibili al pubblico, oppure apprendere notizie inedite sul restauro, la conservazione e la tutela dei beni culturali attraverso gli interventi di professionisti del settore. I video di solito vengono caricati non solo su YouTube, ma anche sui canali social ufficiali del Ministero su Facebook, Twitter e Instagram.

Breve storia del Palazzo Ducale di Mantova

Il Palazzo Ducale di Mantova viene definito anche Reggia dei Gonzaga. A partire dal 1308 ha ospitato dapprima la famiglia Bonacolsi e poi i Gonzaga, signori, marchesi e poi duchi della città lombarda. Nel corso degli anni, ogni duca ha voluto dare un tocco personale all’edificio, ordinandovi l’aggiunta di una nuova ala per ospitare le proprie opere d’arte. Per questo motivo, con i suoi 35.000 metri quadrati d’estensione, è una delle regge più grandi d’Europa.

La costruzione del palazzo è iniziata intorno al XIII secolo prima con i Bonacolsi e poi con i Gonzaga. Il duca Guglielmo è stato colui che ha ordinato al prefetto delle Fabbriche Giovan Battista Bertani la restaurazione dell’edificio affinché diventasse una struttura organica, e così dal 1556 il grande complesso monumentale e architettonico ha raggiunto un’ampiezza in grado di arrivare dalla riva inferiore del lago fino a Piazza Sordello.

Accenni storici sul Palazzo Ducale di Mantova.

Con l’avvento della dinastia Gonzaga il Palazzo Ducale di Mantova si è ulteriormente arricchito di modifiche e nuove costruzioni. Così si è arrivati alla costituzione di diversi nuclei dell’edificio che sono stati chiamati: Corte Vecchia (la parte più antica verso Piazza Sordello); Domus Nova (edificata da Luca Fancelli); Corte Nuova (che si erge di fronte al lago); Basilica palatina di Santa Barbara (costruita dal Bertani).

Alcune aree interne della Reggia dei Gonzaga oggi appaiono spoglie perché, a causa di alcuni problemi finanziari, la famiglia ha dovuto cedere delle opere d’arte. La situazione è ulteriormente peggiorata dopo il Sacco di Mantova del 1630 e le sottrazioni perpetrate dall’ultimo duca, Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers che nel 1707 si è rifugiato a Venezia. Una ripresa c’è stata nel 1716 grazie al governatore imperiale Filippo d’Assia-Darmstadt che ha provveduto a ricollocarvi diverse opere d’arte, dipinti, sculture e arredi provenienti dagli ex palazzi ducali dei Pico a Mirandola.

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