Pakistan: l’ex campione di cricket Imran Khan è il nuovo Primo Ministro

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Il leader del Pakistan Tehreek-e-Insaf (“Movimento per la Giustizia in Pakistan”) ed ex campione di cricket Imran Khan ha prestato oggi giuramento come primo ministro dopo la vittoria del suo partito alle elezioni del mese scorso, tenutesi il 25 luglio.  L’Assemblea nazionale del Pakistan, il parlamento del Paese,  lo ha eletto premier ieri con 176 preferenze, superando di 4 voti la maggioranza richiesta, contro le 96 preferenze del candidato dell’opposizione, Shahbaz Sharif, della Pakistan Muslim League (Nawaz), che aveva espresso il primo ministro uscente.

Alle elezioni del 25 luglio il partito di Khan, il Tehreek-e-Insaf, ha ottenuto il maggior numero di seggi ma non la maggioranza assoluta. Ha ottenuto infatti 149 seggi, tra cui 28 di quelli riservati alle donne e 5 alle minoranze, con il 31.82 % dei suffragi, che significa 16,903,702 voti, contro il 24.35 % (12,934,589 voti) della Lega Musulmana, che fino ad aprile era data ampiamente oltre il 40 % nei sondaggi.

Interessante anche notare l’incremento di seggi avuto dal Partito Popolare Pakistano, guidato da Bilawal Bhutto Zardari, rampollo della dinastia politica pakistana dei Bhutto, giunto con queste elezioni ad ottenere 54 seggi all’Assemblea Nazionale, aggiungendo quindi 12 seggi a quelli ottenuti nelle precedenti elezioni, nel 2013.

Il partito di Khan è un partito difficilmente inquadrabile in un’ottica occidentale, fondandosi come gran parte del sistema politico pakistano, sull’islam politico. Il Tehreek-e-Insaf si potrebbe definire di Centro o Centrodestra per le sue politiche economiche ma è altresì fautore di un populismo islamico che comprende concetti come la democrazia islamica (assimilabile a quella esposta dal Colonnello Gheddafi nel suo Libro Verde) e il welfare religioso, fondato sull’elemosina dei fedeli musulmani.

Ma il partito, come la quasi totalità di quelli presenti sulla scena politica pakistana, si appoggia anche a un nazionalismo pakistano sempre più sentito nel Paese. Un nazionalismo religioso letto in chiave anti-indiana senza trascurare tuttavia la tutela delle micro identità. Il governo ha promesso infatti la creazione di una nuova provincia nel Punjab meridionale, una nuova provincia questa a cui verrà concessa completa autonomia rispetto al governo centrale di Islamabad.

Khan ha anche annunciato un piano di pacificazione completa del Balochistan, accettando di sedersi a un tavolo con i leader tribali locali. Aspirazione ben rilevabile nella scelta di non nominare un funzionario di partito primo ministro del Balochistan ma di appoggiare invece la scelta del Partito Awami del Balochistan, caduta su  Jam Kamal Khan, Ministro di Stato per il petrolio fino ad aprile.

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