Pakistan: continuano le proteste contro il presidente francese Macron

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Pakistan, proteste contro la Francia di Macron

In Pakistan l’aria sta diventando sempre più pesante a causa delle recenti questioni legate al partito TLP. Dopo l’arresto del leader Saad Rizvi, accusato di blasfemia e per questo condannato, gran parte della fazione islamista radicale ne ha approfittato per scagliarsi contro il presidente francese Macron. I motivi di tale presa di posizione anti francese sono legati ad una questione vecchia ma importante, per i pakistani e per i musulmani. Ossia la difesa a Charlie Hebdo, quotidiani satirico salita alla ribalta nel 2015, ritenuto da Macron una rivista che ha il diritto di fare satira. Per questa presa di posizione il movimento di TLP aveva organizzato una protesta di massa per cacciare l’ambasciatore francese.

Pakistan: cosa succede nel paese?

La mossa antifrancese di numerosi integralisti islamici si accompagna alla questione, da sempre spinosa, della blasfemia. In Pakistan chi si ribella contro i dettami dell’Islam o insulta Maometto rischia la pena capitale. E proprio la blasfemia si collega ai tumulti nel paese. Saad Rizvi, capo carismatico del partito di destra TLP, è andato in manette scatenando il putiferio, dopo che aveva minacciato di cacciare l’ambasciatore francese ad Islamabad. Lahore, una delle città più grandi del paese, è andata in fiamme. Ci sono stati scontri con la polizia e due agenti sono stati uccisi, parecchi sono i feriti.

Pakistan-Francia: tensione dopo dichiarazioni Macron

Il corpo diplomatico francese non ha ancora risposto in linea ufficiale, ma ha consigliato ai residenti francesi in Pakistan, circa 445, di lasciare immediatamente il paese. Si teme una escalation che potrebbe veramente riaccendere una questione sopita nel tempo ma sempre pronta a riemergere. Soprattutto dopo le dichiarazioni di Macron che ha definito l’Islam una “religione in crisi“. È stata rapida la risposta di alcuni leader musulmani. Per loro le parole del presidente francese servono ad “insultare e diffondere il culto dell’odio che era stato rafforzato ed esportato dai regimi coloniali“.


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