Paglia: “Rifondare la teologia dialogando con la scienza e la cultura contemporanea”

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Non ci sono mezzi termini nella dichiarazione di Paglia, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II. La dichiarazione è una di quelle che scuote le fondamenta della Chiesa cattolica. Soprattutto perché sembra dar sostegno all’azione progressista di Bergoglio.

Paglia: un cecchino in aiuto di Papa Francesco?

Sicuramente la sua dichiarazione smonta le resistenze conservatrici. Paglia non è certo un personaggio di poco conto, quindi la sua dichiarazione è una apertura totale. La Chiesa si ritrova a fare i conti con secoli di falsità, pregiudizi e mistificazioni. L’azione di Bergoglio è probabilmente arrivata nel momento giusto. Mentre il numero dei fedeli diventava sempre più esiguo, il Papa lancia un’azione di apertura totale verso realtà sempre contrastate dalla dottrina. Qualche giorno fa, dalla cattedra Gaudium et Spes del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, si è discusso del nuovo concetto teologico. Il titolo della conferenza “Oggi e domani, immaginare la teologia: per una rifondazione epistemologica“. Monsignor Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II dichiara una apertura totale. “Nella teologia, avverto un rarefarsi delle riflessioni. C’è il rischio che la teologia sia rimasta, in modo autoreferenziale, a discutere di problemi interni, tanto che la cultura moderna ha perso, quasi del tutto, l’interesse per essa. La teologia non tiene i piedi per terra, come più volte ha ricordato Papa Francesco, ma rimane chiusa in un’inespugnabile torre d’avorio”.


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Lo studio dei tempi

Sì, sono stati interventi davvero preziosi. Theobald, Salmann e Sequeri hanno convenuto che siamo davanti ad un’urgenza: riprendere una teologia che sia in dialogo con le scienze umane, con l’intero panorama delle culture contemporanee. E’ davvero un’emergenza grave, a tal punto che, entro l’inizio del prossimo mese di giugno, verrà pubblicato un appello ai teologi e agli intellettuali preparato dal Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II insieme alla Pontificia Accademia per la Vita. Servirà per rispondere a questa domanda: quali sono le responsabilità del pensiero davanti al futuro? Il cristianesimo ha come riferimento le fonti della Sacra Scrittura, la Tradizione. Ma come declinarla? In che modo i teologi possono far crescere le indicazioni del magistero e comunicarle? In che modo possono entrare in dialogo con le scienze?” Questo è il cuore della dichiarazione: la Chiesa deve aprire la porta alla scienza e alla cultura contemporanea.