Paff a Pordenone presenta Mœbius

Dal 13 novembre a Pordenone la mostra dell'illustratore francese che ha creato "L’Incal"

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Paff a Pordenone
Le opere di Mœbius

PAFF a Pordenone continua coi numeri uno del fumetto mondiale. Un nuovo ospite dopo Cavazzano per Disney, Milton Caniff delle strip americane, i maestri Marvel & DC per i supereroi e un Manara non solo erotico. Ora giunge nel Nord Italia il numero uno del fumetto fantastico e fantascientifico: MŒBIUS. “Alla ricerca del tempo” è la più ampia mostra realizzata nel Belpaese di Jean Henri Gaston Giraud. Massimo esponente della nona arte francese, è autore di opere visionarie tradotte in tutto il mondo, “Arzach, Il Garage Ermetico” e “L’Incal“.


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Com’è allestita la mostra di Mœbius al PAFF a Pordenone?

Il percorso espositivo guida i visitatori nell’universo immaginifico di Mœbius, esplorando il suo rapporto con il tempo. Non è il presente, il passato o il futuro, ma sembra esistere in un loop infinito che coinvolge ogni amante del fumetto in un continuo gioco di rimbalzi tra dimensioni. In esposizione oltre trecento opere, con 153 disegni originali e 174 riproduzioni di vario tipo. Ci sono: incisioni con autografo, stampe d’arte a tiratura limitata, stampe su Dbond. Inoltre sono da vedere riproduzioni digitali e scenografiche, distribuite nelle sale della galleria.

L’esposizione a villa Galvani, PAFF a Pordenone

L’edificio, costruito presumibilmente nel 1826, fu dimora dei Galvani, facoltosa famiglia proveniente dall’Emilia Romagna. Dal 2018 è sede di PAFF!, progetto speciale di Vastagamma APS. Nelle sale i partecipanti si perderanno nelle immagini dei carnet di “Inside Mœbius” e nelle invenzioni de La Faune de Mars. Non mancherà una sezione dedicata ai legami tra l’artista francese e l’Italia. Uno spazio significativo sarà poi destinato alla dimensione più intima del lavoro dell’illustratore, alla sua ricerca sul “deserto interiore”. Tavole tratte da “40 jour dans le Désert B” e alle sperimentazioni personali sulle forme fantastiche di cristalli. Un’intera sezione sarà dedicata a Dante e all’interpretazione mœbiusiana del Paradiso, per la Galleria Nuages. Il percorso sarà arricchito da Metamœbius, documentario di 52 minuti di Damian Pettigrew e Olivier Gal. Elemento innovativo nel progetto di allestimento sarà la realtà aumentata. Lungo il percorso, alcuni quadri prenderanno vita: basterà scaricare un’APP e inquadrare le opere con lo smartphone.

Mœbius

Jean Giraud, alias Mœbius, alias Gir, è nato l’8 maggio 1938 a Nogent-sur-Marne, Francia. Ha sviluppato una vasta gamma di stili, dal realismo dettagliato di Blueberry ai disegni fantastici di Arzach o di 40 giorni nel deserto B. I paesaggi futuristici con creature ibride e astronavi ultrasofisticate, dove l’incredibile favorisce la metafisica onirica, l’hanno reso famoso. Il suo lavoro ha avuto una profonda influenza sul mondo della fantascienza, dell’animazione, del cinema, del 3D e dei videogiochi. Oggi è considerato un artista imprescindibile, avendo ispirato intere generazioni con innovazioni visive e narrative.
Dopo aver studiato Belle Arti, ha iniziato la sua carriera nel fumetto, collaborando a riviste di fumetti. In seguito, ha creato con J-M. Charlier, sotto la firma di “GIR”, alla serie Blueberry, di cui ha inventato il nome e che oggi conta una trentina di titoli. Co-fondatore nel 1975 della rivista “Métal Hurlant” e della casa editrice “Les Humanoïdes Associés”. Nel 1976 ha disegnato “The long long tomorrow”, scritto con Dan O’Bannon che ha incontrato nel progetto del film “Dune”. Il fumetto diventerà in seguito la base grafica dell’Incal, sceneggiato da Alejandro Jodorowsky. Disegna per il cinema, immaginando i costumi per Alien di Ridley Scott, lo storyboard e le illustrazioni preparatorie per Tron. Si occupa anche del concept artistico per “Abyss” e per “Il quinto elemento”.

Mœbius Production

Tra il 2000 e il 2010 ha scritto una sorta di autofiction a fumetti, in sei volumi intitolata “Inside Mœbius”. Sono 700 pagine di vita immaginata da un artista nel fiore degli anni, che si confronta con i suoi stessi alter-ego in diverse età. Interagisce con le creature che sono anche i suoi personaggi in cerca del loro autore. Nel 1997 ha creato la Mœbius Production con la moglie Isabelle e ha continuato a promuovere il suo lavoro con grandi mostre in tutto il mondo. Dalla morte di Jean Giraud, il 10 marzo 2012, l’impresa continua a pubblicare ed esporre l’opera del fumettista.

Un appuntamento di richiamo per il Friuli

L’Assessore regionale alla cultura, Tiziana Gibelli, commenta l’evento artistico. “L’inedita e esposizione sulle opere di Mœbius dimostra che PAFF a Pordenone sia un’eccellenza italiana e internazionale per il fumetto. La rassegna, infatti, raccoglie oltre trecento opere del grande artista francese e ne consente la fruizione attraverso l’uso della realtà aumentata. Mi piace anche il contributo riservato alle celebrazioni per il settecentesimo anniversario dalla scomparsa di Dante Alighieri. Un’intera sezione dedicata al Paradiso come lo vedeva Mœbius: una rappresentazione insolita che merita di essere vista dal vivo”. La mostra è accompagnata da un elegante catalogo in italiano e francese, di 178 pagine a colori. L’evento si arricchisce di attività per le scuole, laboratori didattici, un percorso assistito al suo interno da attività per bambini, famiglie e adulti. Al via dal 13 novembre, alla ricerca di immagini nel museo. La mostra prosegue poi fino al 13 febbraio.

Immagine da cartella stampa.