Padiglione Armeno alla Biennale di Venezia 2021

Ibridismo identitario raccontato con la tecnologia virtuale ed esperienziale

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Padiglione Armeno alla Biennale di Venezia 2021 (foto courtesy of Pavillon of the Repubblic of Armenia) (articolo di Loredana Carena #loredanacarena @artecarenalo)

Il Padiglione Armeno è uno dei protagonisti della 17° Biennale d’Architettura di Venezia con un’installazione sperimentale, focalizzata sul tema dell’ibridazione tra i diversi popoli.

Come è sviluppato il tema hibridity nel Padiglione Armeno?

La storia dell’Armenia è da sempre caratterizzata dal continuo passaggio di popoli diversi per usi, costumi, linguaggio e vita sociale. Ancora oggi il territorio armeno è un melting pot di culture che convivono e coesistono, cercando di preservare la loro essenza identitaria. L’esilio è un altro fattore che identifica la popolazione armena. Un allontanamento forzato dal loro territorio per la sopravvivenza.

Convivenza, diaspora, ibridazione e ricerca d’identità sono i temi centrali del Padiglione Armeno 2021. “Come rappresentazione dell’esperienza armena di esilio e sopravvivenza, diffusione e incontro – spiegano i curatori dell’esposizione a Venezia – Hibridity cerca di tradurre questa capacità umana di interagire tra loro e influenzare le culture sia come individui che come comunità”.

Come possono interagire i visitatori con la macchina virtuale collocata nel Padiglione Armeno?

L’installazione sperimentale permette ai visitatori di esplorare le caratteristiche dell’interazione umana sia fisicamente sia virtualmente. Con questo processo tecnologico si crea una sorta di ibrido d’identità.

Nello spazio di Ca’ Zenobio verrà posizionata una macchina virtuale con cui si collegheranno oltre 80 nazioni di tutto il mondo. I principali edifici di Venezia, inoltre, verranno ampliati con la realtà aumentata. Le persone connesse dagli altri paesi potranno così condividere la loro esperienza attraverso immagini e video. Grazie alla tecnologia digitale i visitatori del padiglione verranno invitati ad entrare virtualmente nella quotidianità di persone sparse su tutto il globo terrestre.

Si crea, quindi, un sistema di contaminazioni e di ibridazioni culturali, geografiche e sociali da cui emerge la forza resiliente di difesa della propria identità e unicità.

Chi è Allen Sayegh?

Figura poliedrica, Allen Sayegh è architetto, designer e professore associato alla Harvard Univeristy Graduate School of Design. E’, inoltre, direttore di REAL, Responsive Environment and Artifacts Lab of Harvard, e direttore di INVIVIA, affermata e riconosciuta società di design globale. Sayegh è anche docente in varie istituzioni internazionali e ha lavorato a diversi progetti internazionali. Si occupa, in particolare, della pianificazione futura attraverso l’uso della tecnologia aumentata.

Informazioni

17° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia – Padiglione Armeno “Ibridismo”, Palazzo Ca’ Zenobio dal 28 agosto al 21 novembre 2021. Curatore: Allen Sayegh (Vosguerichian) – Espositori: INVIVIA e Storaket – Progettisti del Padiglione: Allen Sayegh, Stefano Andreani, Humbi Song e Isa He – Commissario: Tina Chakarin.

Leggi anche: https://www.periodicodaily.com/jti-e-la-biennale-darchitettura-di-venezia/

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