Pablo Picasso: il pittore che inventò il cubismo

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Pablo Picasso è stato un pittore e scultore spagnolo di fama mondiale. Considerato uno dei protagonisti assoluti della pittura del XX secolo, Pablo Picasso è stato un artista innovatore e poliedrico. Entrato di diritto nei libri di storia dell’arte, fondò il cubismo insieme a Georges Braque. Dopo aver trascorso una gioventù burrascosa, a partire dal primo ventennio del Novecento conobbe una rapidissima fama.

Chi era Pablo Picasso?

Pablo Picasso era figlio di un pittore ed insegnante di disegno. Picasso rivela un precoce talento artistico. I primi schizzi che fa sono erano a matita. Suo padre, Don Josè, nota le abilità del figlio e lo introduce progressivamente alla pittura ed allo studio dei grandi maestri. Il giovane Pablo realizza il suo primo dipinto nel 1889. Lo intitola Il picador. Quando lo mostra al padre, questi resta sbalordito. Appare fin troppo chiaro che il giovane allievo ha superato il maestro.

La crescita di Picasso deve fare i conti con le volontà del padre, che lo vuole a Monaco di Baviera, città dove si studia la pittura in maniera seria. Picasso decide invece di andare a Madrid, dove viene subito ammesso ai corsi dell’Accademia Reale San Fernando. Ha anche la possibilità di visitare il museo del Prado e familiarizzare con le opere di Velázquez, El Greco, Zurbarán e Goya.

Barcellona e Parigi

È il 1897. Picasso si trova a Barcellona. Frequenta una birreria che si chiama l’Els Quatre Gats. Il proprietario è un fanatico dei cabaret parigini e vuole dare un’impronta simile al proprio locale. Riesce a trasformarlo in un luogo di ritrovo per artisti e pensatori. Pablo Picasso è fra questi. Stringe amicizia con poeti e pittori. L’ambiente che ricalca quello della Parigi bohemienne fa breccia nel cuore del pittore di Malaga e Pablo decide di andare proprio a Parigi. Si arma di tavolozza e pennelli e parte alla volta della capitale francese. L’atmosfera è l’ideale. Pablo la trova stimolante. Parigi pullula di artisti toccati dal genio di Delacroix, Courbet ed Ingres. Inoltre c’è il Louvre.

I periodi blu e rosa

Il cosiddetto periodo blu comincia quando Picasso viene a sapere della morte di un caro amico. Siamo intorno al 1903 e Picasso fa la spola tra Barcellona e Parigi. Nella capitale Parigina stringe amicizia con un mercante d’arte, un certo Vollard. E proprio nella galleria di Vollard, al civico 37 di rue Laffitte, il ventenne Picasso espose sessantaquattro suoi dipinti tra raffigurazioni di corride, scene di costume e di vita notturna. La mostra fu un fiasco. L’insuccesso, unito al lutto per l’amico scomparso, culminarono con la realizzazione dell’opera intitolata La Vita.

Nel 1904, elaborato il lutto e vinto lo sconforto degli insuccessi, Picasso si stabilisce a Parigi. Affitta una vecchia fabbrica e ci si stabilisce. Frequenta i cabaret. Il proprietario di uno di questi accetta pagamenti in quadri e Picasso è ben felice di dipingere in cambio di qualche drink. Durante una delle sue scorribande incontra una giovane parigina con la quale intrattiene una relazione che durerà 7 anni. È in questo momento che i blu che avevano contraddistinto i suoi dipinti cominciano a virare verso il rosa.

Pablo Picasso e il cubismo

La svolta avviene quando Picasso visita un villaggio spagnolo dei Pirenei. Lì incontra una forma d’arte che non bada alle proporzioni ed all’armonia delle forme. È così che nel 1907 Picasso dipinge Les demoiselles d’Avignon. Il soggetto dell’opera è un bordello barcellonese nel quale figurano cinque donne nude, realizzate però con un linguaggio innovativo. Le forme e i volumi del dipinto sono scomposti. Le singole figure sono costruite secondo il criterio della visione simultanea da più lati. Nel realizzarlo, Picasso ignora qualsiasi legge anatomica. Colleghi ed amici sono stupiti e non comprendono cosa il pittore stia cercando di fare.

La cosa andò avanti finché Picasso non incontrò George Braque, un pittore. I due esplorano nuovi orizzonti ed introducono nelle loro opere tecniche mai usate. Fra questi c’è anche l’utilizzo di piccoli cubi. Grazie ad opere come La femme assise e Ragazza con mandolino, prende il via la fase del cubismo analitico.

Guernica

Negli anni successivi alla scoperta del cubismo, Picasso inizia a riscuotere grandi consensi. Nel 1936 fugge dalla Spagna per l’incombenza della guerra e quando l’anno successivo apprende del bombardamento della città di Guernica, ha l’ispirazione. Picasso racconta la drammaticità del bombardamento dipingendo una stanza nella quale si accalcano volti deformi, corpi sfatti e cavalli moribondi.

Divenuta un’icona del ’900, Guernica era considerata arte degenerata dai nazisti. Otto Abetz, diplomatico tedesco e ambasciatore della Germania nazista, guardando Guernica esclamò: «È lei che ha fatto questo orrore, maestro?» Picasso, che era lì con lui, rispose: «No, è opera vostra.»

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