“Ove abitai fanciullo” Casa Leopardi annuncia l’apertura delle stanze private di Giacomo Leopardi

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Dal 21 Marzo 2020, a Casa Leopardi verranno aperti per la prima volta al pubblico parte del piano nobile e gli appartamenti dove Giacomo Leopardi abitò assieme ai suoi fratelli

Un appuntamento imperdibile quello che attende gli amanti del grande Poeta italiano, per la prima volta sarà possibile visitare i luoghi privati in cui Leopardi trascorse gli anni della sua infanzia e adolescenza.

Ove abitai fanciullo“, è il nuovo itinerario di visita che consentirà l’ingresso ai saloni di rappresentanza del Palazzo, alla galleria con le sue collezioni d’arte, al giardino che ispirò gli eterni versi de Le Ricordanze, fino al salottino dove Leopardi amava intrattenersi con i suoi sei fratelli. Non solo, sarà possibile l’accesso anche alle stanze private del Poeta. Luoghi in cui questa pietra miliare della letteratura italiana d’Ottocento visse i suoi tormenti, i suoi primi amori, la sua quotidianità. I ricordi più intimi del Poeta sono raccolti in questi spazi, per la prima volta accessibili al pubblico, dopo un attento restauro.

Il percorso conduce alle cosiddette Brecce: il conte Monaldo fece costruire queste camere fra i giardini di ponente e di levante, per lasciare ai suoi figli, ormai adolescenti, la giusta intimità ed indipendenza. Il restauro delle stanze ha permesso di riscoprire gli originali decori pittorici. Un accurato lavoro di restauro, eseguito sotto l’attenta supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti, riportando questi spazi all’antico splendore.

Questo progetto di restauro e di successiva apertura al pubblico è stato fortemente voluto da mio padre e sono fiera di essere riuscita a portarlo a termine“, ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta.

Per la nostra famiglia è un momento importante e, mi auguro, possa esserlo anche per tutti coloro che hanno Giacomo nel cuore. Un sogno che si avvera per i tanti che negli anni, si sono emozionati visitando la biblioteca e che, potranno finalmente vivere in prima persona le suggestioni che toccarono l’animo del giovane Leopardi“, conclude la contessa.

Un percorso che permetterà al pubblico di vivere in prima persona la stanza del Poeta, la stessa camera dalla quale Leopardi osservava la sua amata luna, le vaghe stelle dell’Orsa e ascoltava rapito il canto di Nerina.

Ove abitai fanciullo arriva a coronare un progetto ventennale mirato ad ampliare l’accesso ai luoghi cari a Giacomo. Casa Leopardi, ormai un vero e proprio complesso museale, oltre alla famosissima biblioteca paterna, nella quale dal 1809 al 1816 il Poeta si immerse in “uno studio matto e disperatissimo“, espressione da lui stesso coniata, propone il rinnovato Museo Leopardi, che ripercorre la vita di Giacomo attraverso i suoi oggetti, Io nel pensier mi fingo, un viaggio virtuale nel suo immaginario poetico e Con gli occhi di Silvia, gli spazi abitati da Teresa Fattorini, figlia del cocchiere della famiglia Leopardi e musa del solenne canto “A Silvia“.

Finalmente la vita intima e quotidiana del Poeta, già abbastanza nota grazie alla sua immortale produzione poetica, potrà essere vissuta in prima persona da coloro che vorranno regalarsi un’esperienza che si preannuncia degna di nota.

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