L’ “atlante” punta a costruire un archivio, di agile consultazione, della lingua dei poeti come si viene esprimendo nel territorio nazionale contemporaneo (suddiviso, per ragioni pratiche, in macroregioni – per la precisione geografica dei riferimenti si rinvia ai singoli profili biografici).

La poesia in quanto funzionale all’esaltazione dello stato della lingua, in rapporto sia alla tradizione sia all’innovazione semantica e sintattica, ma anche alla cadenza-musicalità “locale” (una “località del linguaggio”) e alla varietà linguistica dei dia-letti, è speciale punto di tensione di ambiti interdisciplinari oltre che di quello specificamente letterario-estetico.

L’ “atlante” è un work in progress, in collaborazione diretta con gli autori invitati, per la redazione totale dei materiali. Vi si trovano autori affermati e in via di affermazione, o “scritture” in cui è attivo un processo di ricerca. Di qui l’allargamento dell’archivio ad un numero cospicuo di autori, posto che non opera qui un criterio che presume di canonizzare. Semmai è implicitamente archiviabile ogni criterio e/o poetica che gli autori scrivendo sottintendono nel proprio fondo di scelte.

Uno spazio particolare trova posto nell’ “atlante”: Spazio Da Ponte. Dedicato ai poeti di lingua italiana, operativi negli USA, a cura di Paolo Valesio e del Centro Studi Sara Valesio.

Tra i promotori del progetto il prof. Gian Mario Anselmi, professore ordinario di letteratura italiana e letteratura italiana medievale all’Università di Bologna, il quale è stato anche direttore del Dipartimento di Filologia Classica e di italianistica per molti anni; e il prof. Marco Marangoni, poeta contemporaneo e collaboratore del dipartimento di italianistica e filologia classica dell’Università di Bologna per progetti sulla poesia contemporanea.

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