Oslo sarà la prima città in Europa senza automobili

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Oslo potrebbe diventare la prima città europea totalmente “car free”.  La capitale norvegese punta ad eliminare la circolazione delle automobili nel centro urbano entro il 2019.

La proposta fa parte di un piano generale che prevede la riduzione del 50% della produzione dei gas serra entro il 2020, rispetto al 1990.

La difesa dell’ambiente e la lotta contro il cambiamento climatico costituiscono i due temi cardine attorno cui ruota l’intera attività politica dell’attuale amministrazione cittadina, costituita da una coalizione di laburisti, socialisti e verdi, guidato dal sindaco Marianne Borgen.

Il piano, avviato nel 2015, prevede l’implementazione di una serie di provvedimenti e interventi annuali che andranno a ridurre gradualmente il numero di automobili, fino ad arrivare alla completa rimozione nel 2019. La volontà dell’amministrazione cittadina è quello di giungere all’obiettivo con un approccio morbido attraverso un processo continuo di  sensibilizzazione della popolazione volto a favorire la partecipazione attiva dei cittadini e favorire l’esito positivo del piano. In particolare gli sforzi dell’amministrazione sono stati volti verso il dialogo con i lavoratori pendolari e i dirigenti delle attività commerciali presenti nel centro cittadino.

Il progetto per una Oslo priva di automobili si svilupperà in tre fasi. La prima prevede la rimozione dei parcheggi all’interno del centro cittadino, che verranno sostituiti da nuovi spazi pubblici e la chiusura di alcune strade al traffico veicolare. La seconda fase prevede poi e l’espansione della rete pedonale e ciclabile entro il 2018. La terza ed ultima fase sarà quella della completa rimozione del traffico automobilistico di Oslo. L’intervento si applica non solo alle auto diesel e benzina, ma anche ai mezzi ibridi ed elettrici.

Il tema delle emissioni di CO2 in ambito urbano e delle possibili conseguenze negative per ambiente e salute è emerso prepotentemente nelle cronache di attualità italiane. In particolare hanno avuto risalto i casi di Torino e Milano, dove le concentrazioni hanno superato notevolmente i limiti massimi di sicurezza, rendendo invivibile la qualità dell’aria.

Il caso di Oslo, oltre a ribadire la lungimiranza e la forte attenzione dei politici norvegesi verso le questioni ambientali, può rappresentare un esempio virtuoso di gestione urbana da studiare ed eventualmente replicare anche in altre realtà europee.