Ornamento e delitto e il lavoro di Aldo Rossi

Talk e proiezioni di film e documentari approfondiscono la figura di uno dei protagonisti della cultura visiva del XX secolo

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Ornamento e delitto
Aldo Rossi. Design 1960-1997, Installation view at Museo del Novecento. Ph: Francesco Carlini


Per la mostra Aldo Rossi. Design 1960-1997, a cura di Chiara Spangaro, in corso fino al 2 ottobre, Museo del Novecento di Milano presenta un ricco public program. Talk e proiezioni di film e documentari che, attraverso un dialogo interdisciplinare tra le arti caratteristico della contemporaneità, approfondiscono la figura dell’architetto, designer, teorico e critico. Le attività si svolgeranno dal 5 luglio all’1 ottobre e tra i film proposti ci sarà Ornamento e delitto.


Aldo Rossi Design: il film dell’ideatore di Arlamtav


Quali aspetti dell’opera di Aldo Rossi mettono in evidenza la mostra i documentari come Ornamento e delitto?

La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e Silvana Editoriale, con un progetto di allestimento firmato da Morris Adjmi – MA Architects. Racconta l’universo dell’architetto in nove sale: ciascuna rappresenta un mondo in cui emerge la relazione tra opere grafiche e prodotti artigianali e industriali. Ci sono riferimenti alla concezione delle strutture e allo spazio privato di Rossi. Per la prima volta sono esposti, in un percorso spettacolare, oltre 350 tra arredi e oggetti d’uso, prototipi e modelli, dipinti, disegni e studi progettati e realizzati da Aldo Rossi dal 1960 al 1997.

Fulvio Irace per Maestri di poesia e memoria

Appuntamento 5 luglio alle 18 al Cinema Arlecchino, via San Pietro all’Orto, 9 Milano. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Presenta Fulvio Irace, architetto, professore emerito al Politecnico di Milano e visiting professor all’Accademia di Architettura di Mendrisio. Ha fatto parte del Collegio dei Docenti del corso di Dottorato in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica del Politecnico di Torino e del Collegio dei Docenti del corso di Dottorato in Design del Politecnico di Milano.
È tra i componenti del Board of Trustees della Fondazione Renzo Piano (Genova) e fa parte del comitato scientifico della Fondazione Museo di Brera.

Il documentario

Aldo Rossi seconda parte di Carlo Scarpa e Aldo Rossi. Maestri di poesia e memoria (2020) a cura di Michael Obrist.
Carlo Scarpa e Aldo Rossi, due architetti estremamente diversi come formazione e visione, sono maestri di poesia e di memoria. La figura di Rossi, teorico e architetto, è raccontata attraverso filmati d’epoca inediti, immagini statiche e contemporanee. Intervengono: Alberto Ferlenga, Margherita Guccione, Fulvio Irace, Pier Paolo Tamburelli, Mirko
Zardini e Cino Zucchi.

Soggetto, sceneggiatura, regia: Francesco Conversano e Nene Grignaffini
Produzione: RAI Cultura realizzata da Movie Movie in collaborazione con Fondazione Aldo Rossi e MAXXI.

Ornamento e delitto

Il film è del 1973 di Aldo Rossi, Gianni Braghieri e Franco Raggi in occasione della XV Triennale di Milano. Il titolo è un omaggio a Adolf Loos e la citazione dell’omonimo saggio dell’architetto viennese pubblicato nel 1908, Ornament
und Verbrechen
. Riproposto, considerando il singolare contesto per il quale viene realizzato, il film rappresenta una preziosa testimonianza, un “documento” vitale per rileggere uno dei capitoli più importanti della cultura architettonica di fine Novecento. Pone anche qualche interrogativo sull’attuale. Infatti, è realizzato insieme al libro Architettura razionale che costituisce il catalogo della Sezione internazionale di architettura della XV Triennale di Milano e al quale è inscindibilmente legato. Rappresenta l’enunciazione teorica del progetto della mostra della quale Aldo Rossi è curatore e progettista.

Ornamento e delitto, un lavoro a lungo inedito

Ornamento e Delitto, in quanto assimilabile a “un saggio teorico che si esprime attraverso un assemblaggio di immagini in
movimento” è un lavoro unico. Oltre a una precedente proiezione degli anni novanta al Bonnefantenmuseum di Maastricht è a lungo rimasto inedito al grande pubblico che agli addetti ai lavori. Il ritrovamento della pellicola originale e la collaborazione tra Fondazione Aldo Rossi e il Laboratorio L’immagine ritrovata della Cineteca di Bologna hanno portato a una prima fase di restauro. L’intervento è promosso dalla Fondazione col supporto di Alessi S.p.A. e Molteni&C.

Talk: Piccole e grandi architetture

L’incontro si svolgerà il 12 luglio alle 18 e interverrà Alberto Ferlenga, architetto e docente, Rettore dell’Università Iuav
a Venezia (2015-2021). Inoltre è curatore del settore architettura della Triennale (2012-2017) e Accademico di San Luca dal 2019. Redattore di Lotus e Casabella, è autore di monografie per Electa su Rossi, Plecnik, Van der Laan, Pikionis. Tra
le molte mostre, ha recentemente curato la personale su Rossi al MAXXI.

Indifferenza alla scala

La conferenza affronta il tema della “indifferenza alla scala” tipico dell’approccio progettuale di Aldo Rossi. Il punto di partenza sarà la formazione dell’architetto nella fase della Ricostruzione italiana. Un’indagine nell’ambiente architettonico milanese in cui ideologia, arte si mescolano creando continui intrecci e moltiplicazioni di senso. Il relatore considererà l’affermarsi dell’architetto, studioso della città e docente, il suo avvicinamento al design con “compagni di strada” e amici come Luca Meda.

L’approccio al progetto

Parlerà dell’approccio in cui architetture e oggetti domestici, prima di diventare reali, si confrontano di continuo in disegni scenario che hanno sempre come fine la costruzione di un racconto. Nella narrazione lo straniamento, compreso quello derivante dai salti di scala, ha il valore di espediente tecnico per aumentare l’espressività delle cose. Dal Teatro del Mondo veneziano che nell’opera di Rossi costituisce una svolta e un’apertura spettacolare al mondo degli oggetti che si sottraggono ai ruoli convenzionali.

Gli oggetti dell’architetto

Il 13 settembre alle 18 è in programma un incontro a cui interviene Domitilla Dardi, Senior Curator Design MAXXI. La relazione tra design e architettura è sempre molto forte nella cultura progettuale italiana. Nel caso di Aldo Rossi in particolare è evidente come nella sua ideazione di oggetti e arredi sia sempre fondamentale la visione strutturale. L’aspetto è evidente nel lavoro sui concetti di tipologia, archetipo e scalarità. L’incontro con i produttori, inoltre, porta nella sua poetica un felice contatto con la grande serie e la relazione con un pubblico allargato.

Oltre a Ornamento e delitto anche il documentario Aldo Rossi Design

Al Cinema Arlecchino di via San Pietro all’Orto, 9 a Milano il 20 settembre alle 18 sarà proiettato il documentario di Francesca Molteni. Partecipano la regista e Cino Zucchi, architetto, professore ordinario di Composizione Architettonica
e Urbana alla Facoltà di Architettura e Società di Milano e docente al Dottorato di Progettazione Architettonica e Urbana. Visiting professor alla Syracuse University di Firenze e ETH di Zurigo.

Aldo Rossi e Pritzker Architecture Prize

È il 16 giugno 1990, Palazzo Grassi a Venezia. Entrano gli ospiti in smoking, ad accoglierli ci sono l’Avvocato Gianni Agnelli e sua moglie Marella, accanto a Jay and Cindy Pritzker. “L’architettura, come tutta l’arte, è universale, come la scienza, come l’intelligenza, ma devo ammettere di essere preoccupato e anche molto orgoglioso che sia stato scelto un italiano
quest’anno”, dice Gianni Agnelli. Aldo Rossi è, infatti, il primo architetto italiano a ricevere il Pritzker Architecture Prize.
Si apre così il documentario Aldo Rossi Design, realizzato in collaborazione con Fondazione dell’architetto. Rari materiali e video d’archivio, testimonianze inedite, immagini e album di famiglia compongono, con gli scritti del grande architetto, la narrazione. Un racconto corale che percorre disegni, progetti, prototipi, mobili e oggetti, presentati per la prima volta insieme, con i loro rimandi e analogie, alla mostra in corso.

L’architetto e gli oggetti d’affezione

La preparazione e l’allestimento del progetto espositivo diventano parte del racconto. Sono presenti anche le due micro-architetture che già preludono alle dimensioni più intime e domestiche degli oggetti: il Teatro del Mondo (1979) e Le
Cabine dell’Elba (1980 e 1982). Un mondo di oggetti d’affezione che, dal 1979, incontra la produzione industriale e di alto artigianato, con arredi e prodotti d’uso. Sono realizzati infatti con Alessi, Artemide, Designtex, Bruno Longoni Atelier d’arredamento, Molteni&C|UniFor, Richard-Ginori, Rosenthal, Up&Up (oggi UpGroup). Per ripensare, venticinque anni dopo la sua scomparsa, l’eredità dell’architetto nella storia del design, il legame tra il disegno, l’oggetto e l’architettura. Sono preziose le testimonianze di Morris Adjmi, Alberto Alessi, Ludovica Barassi, Alberto Ferlenga, Antonia Jannone, Daniel Libeskind, Bruno Longoni, Giorgio Pogliani, Paolo Portoghesi, Fausto Rossi, Chiara Spangaro.
Fotografia: Mattia Colombo | Riprese: Beniamino Barrese, Jacopo Loiodice, Marco Vitale | Editing: Silvia Biagioni | Montaggio: Greta Giussani | Musica originale: Andrea Laudante | Voce narrante: Sandro Lombardi.
Lingue: Italiano/English
Produzione: Muse Factory of Projects in partnership con Fondazione Aldo
Rossi
Promosso da: Molteni Group
Durata: 40 minuti circa.

Aldo Rossi, Milano, Il Duomo e l’anima

L’1 ottobre alle 17 interviene Claudia Tinazzi, ricercatrice al Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito. Il profondo legame tra Aldo Rossi e la sua città, Milano, passa attraverso
le architetture da lui costruite sul territorio, quelle non realizzate, i disegni e gli oggetti. I documenti restituiscono quindi un’importante itinerario tra realtà, progetto e immaginazione. Un racconto fatto per tappe, sostenuto dalle parole di
Rossi, prova dunque a restituire cronologicamente i progetti per il capoluogo lombardo. Presenta anche il catalogo di oggetti di affezione presi dalla metropoli e dall’osservazione dei luoghi che diventano forme di significato capaci di dar vita a
un’architettura della memoria.

Immagine da cartella stampa.