OR.ME: i muri che raccontano la storia nel primo museo di Street Art

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MILANO – Il primo museo di Street Art dove i muri insegnano la storia

Aperto e gratuito, accessibile a tutti con app e mappa multimediale: sono le caratteristiche principali del museo che premia la Street Art. Situato nella Milano dell’avanguardia, i murales realizzati da Orticanoodles, con la cooperazione di scolaresche, associazioni e degli abitanti, raccontano la storia del ‘900.

Il capoluogo lombardo riconosce alla Street art la sua capacità di far rivivere un quartiere, regalandogli un aspetto innovativo, variopinto e di forte attrazione turistiche. OR.ME, ORtica MEmoria, il museo a cielo aperto, ha concretizzato questo concetto grazie all’attivismo del suo presidente, Giovanni Lanzetti.

Le classiche tele utilizzate dai pittori sono divenuti muri dei palazzi. Il progetto di OR.ME prevede 20 murales narranti ognuno un pezzo di storia novecentesca. La direzione artistica è affidata a Orticanoodles, che conta di completare il progetto nell’arco di un anno e mezzo.

Le origini di OR.ME. e di ogni suo quadro-muro

OR.ME., come tutte le grandi idee, nasce casualmente: nel 2015, in occasione del 70° anniversario della liberazione, Orticanoodles realizza un murale intitolato “Le parole della libertà” sul cavalcavia Buccari. Il murales originario nasce da una collaborazione con i più piccoli, una scolaresca che si ispira al discorso tenuto dal Sandro Pertini. L’idea si è estesa di quartiere in quartiere fino a quando si è pensato ad un museo a cielo aperto, proposto al sindaco di Milano che ha dato il suo patrocinio.

La storia d’Italia s’intreccia con quella di Milano nei murales creati. Essi nascono da un lampo di genio che si condivide con l’associazione: è un’arte partecipata. Una delle fasi più difficili è il reperimento di fondi. Talvolta sono le associazioni a contribuire, altre volte i cittadini vengono in soccorso tramite cene o raccolte di beneficienza.

Il collettivo di Orticanoodles fa riferimento a Walter Contipelli, noto street artisti che vive nel quartiere. Il metodo utilizzato dall’artista e dai suoi collaboratori è “lo spolvero“, utilizzata da Michelangelo, una tecnica che diviene simbolo di legame tra passato e presente.

Dopo OR.ME

Sono 11 attualmente i murales realizzati. “Conoscere la guerra per amare la pace” presente le due Grandi Guerra dalla prospettiva degli alpini. Un altro riguarda la legalità, realizzato in collaborazione con la commissione antimafia del Comune di Milano. Temi svariati e di importanza capitale: dalle grandi donne del ‘900 all’immigrazione, si dipinge la libertà, lo sport, la musica popolare. Altri murales elogiano figure quali il partigiano, il vescovo. Uno dei murales è dedicato al movimento dei lavoratori, un altro agli orti dell’Ortica.

Al suo completamento, quando i murales giungeranno a quota 20, il museo vivrà come oggetto di visite turistiche. Il cantiere è già aperto: sono infatti numerosi i corsi di aggiornamento alle guide turistiche che potranno illustrare le opere ai turisti.

Un embrionale progetto futuro esiste già nel quartiere: un murale di una via che riprodurrà le statue sulle guglie del Duomo. L’impressione che si vorrò creare sarà di passeggiare tra le guglie e le statue del movimento simbolo di Milano. Si lavora già alla prima realizzazione, che sarà la più grande statua dipinta: la Madonnina.

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