OPSan: un indigente su due è senza medicinali

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Un rapporto dell’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (OPSan) rivela che sono migliaia le persone che non possono permettersi i medicinali necessari. Si tratta di persone indigenti, che chiedono aiuto ad enti assistenziali. Ovviamente c’entra molto la situazione d’emergenza sanitaria che sta evolvendo. Sono 173.000 le persone che non hanno potuto chiedere aiuto ad un ente assistenziale. E sono molte di più quelle che non possono permettersi farmaci di un certo tipo.

Cos’è l’OPSan?

L’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (OPSan) è un’equipe di medici, farmacologi, statistici e sociologi costituita nel 2013 per approfondire le dimensioni e le ragioni della povertà sanitaria. L’equipe agisce attraverso ricerche, convegni, pubblicazioni scientifiche e articoli divulgativi. Ogni anno OPSan pubblica il Rapporto sulla Povertà Sanitaria: un documento che risulta essere il più esaustivo in materia. L’attuale rapporto, quello del 2020, stima che siano 434.000 gli indigenti che non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno.

Il rapporto del 2020

C’è da dire che, durante il primo lockdown, il 40,6% degli enti ha sospeso alcune attività. Il 5,9% ha chiuso e non ha riaperto. La situazione economica di una fetta di popolazione era complicata già prima dell’emergenza sanitaria. La disponibilità mensile di queste persone, stando al rapporto, è di 10,15 € al mese (cifra da destinarsi alla spesa sanitaria). Tanto per capirci, il resto della popolazione ha una capacità di spesa pari a 65 € pro-capite. Parliamo di farmaci per il tratto alimentare, il sistema nervoso, le malattie metaboliche, il sistema muscolo-scheletrico e l’apparato respiratorio.

Gli enti assistenziali sono in difficoltà

La crisi sanitaria ha colpito duramente gli enti assistenziali. Il 40,6% ha dovuto sospendere qualche servizio ed il 5,9% ha chiuso. A farne le spese sono state quelle persone di cui parlavamo prima, che hanno una limitata portata economica. Senza questi enti ad aiutarli, la situazione per loro è notevolmente peggiorata. Un indigente su due è rimasto fuori dalla tutela dell’ente al quale faceva riferimento. Per ovviare a questa ferita, l’unico cerotto è la solidarietà di chi se la passa meglio.