Operazione “IL LIBANESE”: arrestate 4 persone per terrorismo internazionale

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Operazione “IL LIBANESE”

Operazione “IL LIBANESE”: eseguita della GdF dove arrestano 4 persone per reato di finanziamento del terrorismo internazionale


Dalle prime luci dell’alba scatta l’Operazione “IL LIBANESE”, al termine di un’articolata attività investigativa nel settore del contrasto al finanziamento del terrorismo internazionale coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, 50 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, con il supporto di personale del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione, ad Andria, a un’ordinanza – emessa dal competente G.I.P. del locale Tribunale – applicativa della misura cautelare personale della custodia cautelare in carcere a carico di 4 soggetti.

Nei confronti di questi ultimi sono, altresì, in corso perquisizioni locali e personali, con l’ausilio di personale specializzato e di unità cinofile del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Bari. In particolare, i destinatari della misura cautelare in carcere sono L.W. (cl. 1991), P.P. (cl. 1979), T.V. (cl. 1992) e V.G. (cl. 1989), l’Operazione “IL LIBANESE” ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di “Finanziamento di condotte con finalità di terrorismo”, in quanto hanno erogato – mediante un centro “money transfer” di Andria – denaro destinato a sostenere l’attività delle organizzazioni combattenti antigovernative in Siria e, nello specifico, diretto a finanziare gli jihadisti appartenenti e affiliati all’autoproclamatosi Stato islamico.

La complessa e delicata indagine è stata avviata a seguito di una specifica attivazione di
Eurojust che ha inoltrato – per il tramite della Direzione Nazionale Antimafia e
Antiterrorismo – alla D.D.A. di Bari una segnalazione dell’Autorità giudiziaria francese,
compendiante talune evidenze di interesse investigativo concernenti possibili operazioni di finanziamento del terrorismo internazionale.

L’Autorità giudiziaria d’oltralpe aveva, difatti, accertato che 2 soggetti residenti ad Andria, in data 10.01.2017, avevano perfezionato, presso un’agenzia di “money transfer” a quella sede, 2 trasferimenti di denaro (entrambi dell’importo di euro 950,00) – avvenuti a soli 3 minuti di distanza – in favore di un cittadino libanese (M.H. cl. 1984), considerato un “collettore” di denaro a disposizione dei cosiddetti “foreign terrorist fighters”.

La successiva attività di indagine (convenzionalmente denominata “IL LIBANESE”) –
delegata al G.I.C.O. del dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari – ha
consentito, quindi, di disvelare l’operatività di uno strutturato gruppo criminale, con base operativa ad Andria (BT), dedito al finanziamento di attività terroristiche di matrice
internazionale. In particolare, le investigazioni sono state effettuate attraverso
l’intercettazione di conversazioni telefoniche, l’approfondimento di segnalazioni di
operazioni sospette trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di
Finanza, indagini finanziarie nonché mediante perquisizioni e la successiva disamina della
documentazione sequestrata.

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Gli approfondimenti svolti hanno, pertanto, permesso di accertare che le 2 persone
segnalate (L.W e P.P.) – impiegando il circuito finanziario “money transfer operators” –
avevano effettuato (presso la stessa agenzia di Andria) ulteriori operazioni di invio di denaro contante in favore di altri soggetti stranieri collocati in diversi Stati a rischio terrorismo, tra cui Serbia, Turchia, Germania, Emirati Arabi, Albania, Russia, Ungheria, Giordania e Tailandia.

Peraltro, è stato rilevato che i “collettori” stranieri così individuati – ben 42 – avevano
ricevuto similari finanziamenti (tramite la medesima agenzia “money transfer” e nel
medesimo periodo temporale) anche da parte di altri 2 soggetti residenti ad Andria (T.V. e
V.G.), oggi attinti dalla misura cautelare personale, in stretto collegamento con i concittadini L.W. e P.P.. Le transazioni finanziarie oggetto di approfondimento sono risultate avere quasi tutte le medesime caratteristiche (importi artatamente frazionati; date di espletamento; beneficiari; agenzie di money transfer di effettuazione delle operazioni; ricorso a prestanome) ed essere volte a raggirare i presidi imposti dalla normativa antiriciclaggio e, di conseguenza, a evitare il rischio di segnalazione di operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia.

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Ulteriori accertamenti hanno consentito, infine, di far emergere un ancor più inquietante
quadro comprendente oltre 1000 operazioni di invio di denaro – poste in essere, mediante
il circuito dei money transfer, in 49 Paesi (anche estero su estero) nel periodo 2015-2020 aventi quali beneficiari i suddetti “collettori” stranieri, per un valore di oltre 1 milione di euro.

La presente operazione – che ha puntato all’individuazione dei flussi di denaro destinati ad alimentare azioni di cellule terroristiche – ha evidenziato la fondamentale importanza della cooperazione giudiziaria internazionale nonché il determinante contributo investigativo rinveniente dall’approfondimento di segnalazioni di operazioni sospette.

Conclusivamente, gli esiti dell’attività investigativa testimoniano il costante presidio
esercitato dal Nucleo PEF Bari – in stretta sinergia con la locale Procura della
Repubblica/D.D.A. – anche nell’azione di contrasto al finanziamento del terrorismo
internazionale, a tutela della sicurezza interna e, in linea generale, di quella globale.