Opera senza autore – film di Florian Henckel von Donnersmarck

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Opera senza autore

Opera senza autoreUscito nelle sale cinematografiche il 4 ottobre 2018, il  titolo originale di questo film è Werk ohne Autor. Scritto e diretto da Florian Henckel von Donnersmarck,  è stato selezionato per rappresentare la Germania ai premi Oscar 2019 nella categoria Oscar al miglior film in lingua straniera. In questo film lo spettatore è immerso nel contesto della Germania nazista del 1938. Prendendo ispirazione da vicende reali della vita di Gerhard Richter, artista tedesco nato nel 1932 a Dresda, vengono descritte e raccontate tre epoche di storia tedesca attraverso la vita tormentata di un artista.

Trama di Opera senza autore

Proprio a Dresda, infatti, vive Kurt Barnert, un bambino con una passione segreta per la zia. Quest’ultima si chiama Elizabeth ed è una fanciulla sensibile con cui Kurt frequenta i musei, fa lunghe passeggiate e suona il piano. Una volta ricoverata in un ospedale psichiatrico, fa appello al cuore del Professor Carl Seeband perché non la sterilizzi. Il suo destino, tuttavia,  sarà molto crudele e  preludio di  uno sterminio inimmaginabile.
Sopravvissuto al bombardamento di Dresda e cresciuto nel blocco dell’Est, Kurt ha un talento per il disegno. Tuttavia, apprende gli studi classici imposti dal realismo socialista. In ogni caso l’incontro con Ellie, figlia del ginecologo nazista che ha condannato sua zia, e il passaggio all’Ovest, cambieranno il suo destino artistico.
Segnato da un’infanzia sotto il regime nazista, Kurt riesce a sfuggire dai suoi tormenti grazie alle sue opere d’arte e all’amore della bella Ellie. Il padre di lei, il professor Seeband, disapprova, però, la relazione tra i due. Di Opera senza autoreconseguenza tra genero e suocero si instaura un rapporto teso e conflittuale, ma il nostro protagonista è all’oscuro di un terribile crimine commesso da Seeband decenni prima.

Da Le vite degli altri a Opera senza autore

La presenza di Sebastian Koch, già drammaturgo sorvegliato in Le vite degli altri e, qui, nei panni del professor Carl Seeband, ha l’effetto di rinforzare l’idea di continuità di una situazione tedesca politica e sociale alquanto complicata.
Dopo aver affrontato le ombre della Repubblica democratica tedesca in Le vite degli altri, il regista Florian Henckel von Donnersmarck, in Opera senza autore, attraversa le stagioni di un uomo attraverso le stagioni del suo Paese (nazismo, Guerra fredda, anni Sessanta). Ancora una volta si tratta di un film politico, di quelli che rimaneggiano la storia della propria nazione senza tabù. Il film usa allo stesso tempo due registri, realismo e astrazione, muovendo da Est a Ovest e affermando il posto della pittura nell’arte contemporanea.

 

 

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