ONU, Guterres avvisa il mondo: «Non bisogna dimenticare l’emergenza ambientale»

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Guterres invita a non abbassare la guardia sulla lotta all'inquinamento.

Nel corso della 50ª Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile, Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, ha voluto lanciare un accorato appello a tutte le istituzioni e i cittadini del mondo. Dopo aver sottolineato che in questo periodo tanti Paesi stanno facendo i conti con la drammatica pandemia da coronavirus, ha anche aggiunto che però non bisogna affatto dimenticare che è in atto anche una vera e propria «emergenza ambientale» nel pianeta. La diffusione dell’epidemia da Covid-19 nell’immediato è innegabilmente «terribile», ma il diplomatico portoghese ha ribadito che dev’essere interpretata anche come un segnale d’allarme per impegnarsi a migliorare le cose in futuro.

Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU.

Guterres non ha esitato nell’evidenziare che quella ambientale è un’emergenza profonda, ricordando tutte le criticità che ci sono sulla Terra. Ad esempio, ha ricordato che le biodiversità stanno progressivamente diminuendo, mentre i cambiamenti climatici rischiano di diventare fuori controllo quindi di arrivare al «punto di non ritorno». Di conseguenza, è fondamentale non distrarsi, fare fronte comune e combattere sia la minaccia del coronavirus che gli effetti dell’inquinamento sul pianeta.

Guterres: i sei punti fondamentali da seguire per tutelare la Terra

In occasione della 50ª Giornata Mondiale della Terra, Antonio Guterres ha elencato le sei priorità di cui dovranno occuparsi i Governi di tutto il mondo quando verrà debellato una volta per tutte il Covid-19. Innanzitutto bisognerà avviare nuovi progetti e offrire posti di lavoro che tengano conto di un approccio ecologista e del principio della sostenibilità. Il denaro versato dai contribuenti dovrà essere investito dai singoli Stati per attuare delle strategie basate sulla difesa dell’ambiente. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, infatti, ritiene che ogni Paese debba utilizzare le proprie risorse economiche per far sì che i cittadini e le rispettive società possano essere tutelate al meglio dai risvolti negativi del riscaldamento globale.

A tal proposito, il politico portoghese ha lanciato un chiaro monito: «I fondi pubblici dovrebbero essere utilizzati per investire nel futuro e non nel passato». Dunque, le istituzioni politiche dovranno evitare di continuare a sovvenzionare il ricorso ai combustibili fossili e, al contempo, coloro che continueranno ad inquinare il pianeta dovranno essere perseguiti e sanzionati. Insomma, Guterres auspica una grande collaborazione mondiale affinché la lotta ai cambiamenti climatici entri di diritto nei programmi e nei progetti finanziari e di investimento di ogni Stato.

Il 22 aprile è la Giornata Mondiale della Terra.

Oltre all’intervento dell’alto funzionario dell’ONU, in questa giornata di celebrazione del nostro pianeta si sono registrate interessanti dichiarazioni di diversi esperti che hanno messo in correlazione l’attuale emergenza coronavirus con i disastri ambientali che si sono verificati in questi anni. Andrew Norton, direttore dell’International Institute for Environment and Development, ha affermato che in questo periodo in cui gran parte della popolazione è costretta ad osservare la quarantena per tutelarsi dal rischio contagio, si è verificata una diminuzione dell’effetto serra e delle emissioni di gas inquinanti nell’atmosfera.

Earth Day e Pefc Italia

Tutto questo però non deve far abbassare la guardia sugli obiettivi da raggiungere in un futuro nemmeno troppo lontano, ovvero cambiamenti volti alla sostenibilità nella gestione delle infrastrutture, dell’energia, e dello sfruttamento delle risorse, puntando decisamente ad arrivare al livello zero di emissioni non più tardi del 2050. Lo studioso ha proseguito evidenziando come il riscaldamento globale e le deforestazioni stiano non solo distruggendo le biodiversità, ma stiano facilitando anche il proliferare di pandemie come quella che attualmente sta attanagliando quasi tutto il mondo.

La dottoressa Karen O’Neill della Rutgers University del New Jersey ha dichiarato senza mezzi termini che l’epidemia da Covid-19 è la dimostrazione che «la nostra esistenza sulla Terra e fragile». Infatti, l’avanzata dell’inquinamento e la presenza di ecosistemi danneggiati sottopone l’essere umano ad un rischio maggiore di imbattersi in nuovi virus che, ovviamente, essendo sconosciuti alla scienza, riescono più facilmente a diffondersi e a compromettere la salute di tante persone.

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