Omicidio Trifone, rinviata a giudizio ex fidanzata di Ruotolo

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L’omicidio di Trifone e Teresa è sicuramente uno degli omicidi più efferati verificatosi negli ultimi anni in Italia. Una coppia splendida con tanta voglia di vivere e molti progetti da costruire, la loro vita fu spezzata una sera nel parcheggio del palazzetto dello sport, mentre erano nella macchina, furono uccisi con diversi colpi di pistola. A uccidere  Trifone e Teresa secondo la Corte d’assise di Appello fu il compagno e collega commilitone Giosuè Ruotolo, confermata la condanna all’ergastolo di primo grado. Tutte le prove raccolte durante le indagini hanno portato alla presenza di Ruotolo durante quella maledetta sera, la sua auto Audi di colore grigio fu intercettata durante un passaggio dalle telecamere,  poi grazie alla bravura ed intuito dei carabinieri fu ritrovata l’arma del delitto nel laghetto, proprio quella sera in cui Ruotolo decise prima di andare a correre,  poi di ritirarsi immediatamente a casa per il notevole freddo. Secondo i Giudici, quando Ruotolo fu scoperto per i messaggi che inviava a Teresa, temeva di essere denunciato da Trifone e questo poteva compromettere la sua carriera all’interno dell’arma. Secondo i legali di Ruotolo invece, non esiste alcun movente e comunque dei semplici screzi o litigi non possono portare ad una esecuzione cosi’ crudele.

Purtroppo in questo omicidio, sin da subito era coinvolta un’altra persona Rosaria, la fidanzata di Giosuè Ruotolo,  per lei scattarono gli arresti domiciliari perché secondo le indagini ricostruite, Rosaria sapeva che Giosuè molestava Teresa e non ha mai detto nulla ai giudici. Rosaria Petrone secondo la Procura sin dall’inizio ha sempre coperto il fidanzato Ruotolo, chiedendo a tutte le amiche con cui si era confidata di mentire sui messaggi molesti che Giosuè inviava a Teresa attraverso un profilo falso creato ad hoc su Facebook. In questi giorni la Procura ha deciso di rinviare a giudizio Rosaria con l’accusa di favoreggiamento e di false dichiarazioni rese al pubblico ministero durante le indagini. Rosaria Petrone oramai ex fidanzata di Ruotolo, secondo la Procura non ha soltanto mentito ma anche cancellato dei messaggi che si era scambiata con Ruotolo e che, secondo chi indaga sono strettamente collegati con il duplice omicidio. La Petrone oltre l’accusa per favoreggiamento come detto sopra, è anche accusata per false dichiarazioni al pubblico ministero. Quando Rosaria fu sentita nella caserma dei carabinieri di Pordenone a sommarie informazioni, menti’ spudoratamente sostenendo che non c’era mai stato alcun attrito tra Trifone e Ruotolo ciò era assolutamente falso, lei non poteva non sapere dei litigi tra Trifone e Ruotolo. Per l’imputato Giosuè Ruotolo rimane l’ultimo grado di giudizio della Corte di Cassazione. Il duplice omicidio di Pordenone rimane uno dei delitti più feroci degli ultimi anni avvenuto in Italia.

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