Omicidio di Paroldo: confermata condanna di 21 anni

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Assunta Casella, una donna originaria della Calabria, accusata di aver ucciso il marito dopo essere stata comprata dallo stesso quando aveva 14 anni e aver subito 45 anni di maltrattamenti.

Nel 2016 il marito Severino Viora, 78 enne all’epoca, fu ritrovato senza vita nel noccioleto vicino la sua casa a Paroldo (Cuneo). Dal controllo effettuato sul corpo si scoprì che era stato sedato con un sonnifero forte, lo Zolpidem e poi soffocato e trasportato nel noccioleto. Per la sua morte fu imputata la moglie Assunta Casella che oggi è condannata in primo grado a 21 anni e 3 mesi.

Riguardo la donna risulta esserci un retroscena orrido nella sua vita. Era una ragazzina di 14 anni quando la famiglia calabrese decise di venderla al suo futuro marito per cinquecento mila lire. L’uomo, lo stesso del cui omicidio è accusata la donna se la portò con sé in Piemonte e dopo averla sposata cominciò a maltrattarla in ogni modo. Addirittura per molti anni la signora Casella fu costretta a prostituirsi.

È il legale della donna,  Marina Bisconti a raccontare il retroscena di questa storia in Corte di Assise d’Appello a  Torino. Il racconto ha sollevato dei dubbi sulla ricostruzione della pubblica accusa e sulle effettive colpe di Assunta Casella nell’omicidio. Inoltre la Visconti ha anche chiesto, nel caso di condanna, che all’imputata siano concesse attenuanti generiche.  Il procuratore generale Nicoletta Quaglino però non ha accettato questa richiesta e addirittura ha proposto l’ergastolo dicendo: “Fatti di 45 anni fa non giustificano le attenuanti”.

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