Oman: tra storia e cultura lungo la via dell’incenso

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Tra deserti, montagne e mari in un’antica via collegava la Penisola Arabica con il Mediterraneo. Fin dall’epoca dei Romani la via dell’incenso partiva dall’attuale Oman per giungere alle coste mediterranee: 2400 chilometri che si percorrevano di solito in due mesi

Oman: Via dell’incenso: cos’era?

2400 chilometri che si percorrevano di solito in due mesi. Tuttavia a causa della mancanza di mappe e strumenti nautici, e di altre ostilità (come la presenza di ladri), la via cambiava spesso e si escogitavano continuamente nuovi percorsi. Il viaggio cominciava nella regione del Dhofar, dove viene tuttora estratta la resina aromatica del franchincenso che viene utilizzata nell’incenso e nei profumi. Lungo la via dell’incenso, inoltre, si trasportavano anche le merci che arrivavano dall’India e dall’Estremo Oriente. Era infine una via sacra su cui transitavano merci ma anche culture e scienze. Ecco perciò un itinerario lungo la via dell’incenso in Oman. 

Salalah: la partenza della Via dell’incenso

La via dell’incenso parte da Salalah, capitale del Dhofa che si trova nella zona sud dell’Oman, confinante con lo Yemen. Costituita per la maggior parte dall’enorme deserto del Rub al Khali la città è tuttavia anche circondata da una catena montuosa che le consente di avere un microclima diverso dal resto del Paese. Il centro di Salalah è ottimo per perdersi nel mercato centrale, tra i banchi di pesce, carne, frutta e verdura. Un’altra attrazione è il museo dell’incenso creato a fianco di un antico insediamento omanita che comprende le rovine di una moschea e una grande zona dedicata agli scambi commerciali.

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Khor Rori

Nei pressi dell’antico porto di Khor Rori patrimonio Unesco a 40 km a est di Salalah, si trovano le rovine di Sumhurum, risalenti al I secolo a.C. Sono collocate sul litorale orientale di Salalah, in cima a una collina sulla riva orientale di un punto di acqua dolce. Le rovine si trovano in riva al mare, alla foce del Wadi Darbat. Sarà perciò possibile visitare i resti di vecchi quartieri e stradine dell’antica città costiera.

Wadi Darbat

I wadi sono dei canyon tipici dei deserti della Penisola araba, più o meno profondi e attraversati da un fiume che può essere permanente o solo dovuto a precipitazioni. Lungo la via dell’incenso imperdibile è il famoso Wadi Darbat, una delle wadi più spettacolari del Dhofar 

Mirbat

Risalendo la costa per 75 km verso est si raggiunge Mirbat, l’antica capitale del Dhofar. Storica città di pescatori e crocevia nelle rotte commerciali dell’incenso, Mirbat è ancora oggi uno dei porti più importanti della regione.

Shuwaymiyyah

Risalendo la costa da Mirbat per circa 200 km si arriva al villaggio di Shuwaymiyyah. Qui si trova un paesaggio di rocce mozzafiato, il Wadi Ash Shuwaymiyah, un’oasi desertica composta da un sistema di grotte e formazioni rocciose dai colori spettacolari. Inoltre si può fare una sosta alla baia dei delfini e, con un po’ di fortuna, fare il bagno circondati dai pesci.

Rub al Khali

Lasciando la costa si ripiega verso l’interno in direzione del Rub al Khali. Questo enorme deserto di circa 650.000 km² è il più grande deserto di sabbia del mondo e ricopre la parte più meridionale della Penisola araba. Secondo la tradizione islamica è chiamato il “quarto vuoto” perché quando Allah divise l’universo in quattro parti, fece il cielo, la terra, il mare e la quarta parte rimase vuota.

Ubar

Nel deserto Rub al Khali imperdibile è Ubar, la città perduta. Chiamata anche Iram, la Città d’Ottone, l’Atlantide del deserto, è conosciuta in Occidente perché è citata nelle Mille e una Notte, oltre che nel Corano. Era una città carovaniera abitata fino al 500 d.C. che a un certo punto è sparita.  Solo nel 1922 alcuni ricercatori americani ritrovarono Ubar, sulla via dell’incenso. 

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Wadi Dawkah

Sulla strada di ritorno vero Salalah sosta al Wadi Dawkah è d’obbligo. Conosciuta come valle dell’incenso. Il Wadi Dawkah è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, non solo per la bellezza paesaggistica ma perché questo era il punto di incontro tra mondi lontani e diversi come l’Europa, l’India, l’Africa e l’Asia. È nel Wadi Dawkah che oggi si raccoglie quasi esclusivamente l’incenso.

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