Oltre il muro di Berlino: il crollo dimenticato del “muro” Bulgaro

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muro bulgaria 10 novembre 1989
A Bulgarian flag blows in the breeze, as protesters block the main road between Sofia and the Greek border near Doupnitsa, 60 km south of the capital January 30. The angry citizens of Doupnitsa turned out in shifts in freezing cold to blockade road and rail routes to Greece for a second day, in protest against Bulgaria's Socialist rulers. BULGARIA BLOCKADE - RP1DRIDBQHAA

Sono passati 30 anni dalla caduta del muro di Berlino. Spesso dimenticato, tuttavia, è che lo stesso anno, in un angolo remoto dell’Europa sud-orientale, un muro simile è crollato. Il crollo dell’impenetrabile confine “verde” tra la Bulgaria comunista (membro del blocco sovietico) con la Grecia e la Turchia (membri dell’Occidente).

A differenza del muro di berlino , quello della Bulgaria era per lo più fatto di filo spinato e attraversava i boschi vicino al Mar Nero e le idilliache montagne Rodopi, lungo il confine greco. Era caratterizzato da zone riservate, attrezzature di sorveglianza all’avanguardia e guardie armate e unità cinofile. Il suo scopo era impedire alle persone di fuggire dal blocco sovietico verso l’Occidente. Sembrava facile da attraversare, ma 415 tedeschi dell’est, polacchi, cechi, ungheresi, ceceni e altri cittadini sovietici furono uccisi nel tentativo di oltrepassare questo confine in Turchia. In confronto, le stime delle morti dovute al tentativo di attraversare il muro di Berlino vanno da 140 a 327.

Il muro Bulgaro crollerà un giorno dopo dalla caduta di quello di Berlino, quando il leader comunista della Bulgaria Todor Khristov Zhivkov è stato estromesso dal potere.

Le due conseguenze più significative della caduta di questo muro furono probabilmente la Bulgaria che si unì alla NATO nel 2004 (come parte della seconda ondata di ex membri del Patto di Varsavia) e poi nell’UE nel 2007. Queste due adesioni hanno portato stabilità strategica al Paese,  rafforzando la sua sicurezza nazionale. Negli anni ’90 emerse persino un partito politico che rappresentava principalmente la minoranza turca, spesso fungendo da “re-maker” nella politica dei bulgari. Oggi, la Bulgaria può essere considerata una vera beneficiaria del sogno postbellico di un’Europa “intera e libera”.

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