Oggi viene fondata Roma, 21 aprile 753 a.C.

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Il 21 aprile è il giorno in cui fu fondata Roma, 753 a.C. O almeno è quello che si è stabilito. Il letterato latino Varrone sulla base di alcuni calcoli astrologici decise una data molto importante per l’umanità, perché proprio nel 753 a.C nacque la democrazia ad Atene. Per questo motivo s’individuò l’anno in oggetto. Il giorno fu una convenzione anch’esso.

In realtà, la fondazione di Roma è avvolta nella nebbia di dubbi e domande che i posteri sempre si sono posti, ma questa confusione deriva dal fatto che gli stessi romani avevano costruito poderose leggende e illustri miti sulla fondazione della loro Urbs.

Nota è la vicenda dei due gemelli abbandonati, perché destinati ad una tragica morte per colpa dello zio Amulio, che aveva usurpato il trono al fratello Numitore e avendo scoperto che sua nipote Rea Silvia aveva partorito due gemelli per opera del dio Marte, ordinò che fossero uccisi. Il servo, incaricato dell’assassinio, non se la sentì e li abbandonò in una cesta sul fiume Tevere. Furono poi allattati e cresciuti da una lupa.

Rea Silvia era stata obbligata dallo zio a restare vergine e a diventare una Vestale, cioè una sacerdotessa. Poi, dopo la presunta uccisione di Romolo e Remo, venne esiliata. I bambini intanto crebbero e furono adottati da una coppia di pastori. Una volta grandi, eliminarono Amulio e rimisero sul trono il nonno Numitore.

Da questo momento fino al 509 a.C., si aprì la fase della monarchia di Roma. Vari re si succedettero, anche se, tradizione vuole che fossero 7, ma ovviamente furono molti di più.

Altra leggenda è quella legata all’Eneide di Virgilio, poeta latino vissuto in epoca augustea, quindi all’inizio della fase imperiale romana, che raccontò di Enea, principe troiano, superstite della guerra di Troia, arrivato sulle sponde del Lazio intorno all’VIII secolo. Egli fu indicato come il fondatore di Roma, insieme a Lavinia, figlia del re Latino.

Di certo si sa che il secolo fu proprio l’VIII secolo. All’epoca vi erano piccoli villaggi di popolazioni latine che avevano scelto come luogo in cui insediarsi, un territorio strategico perché vicino al mare e presso ad un fiume, corso d’acqua importante successivamente anche per i trasporti e per le saline. Vivevano di caccia, pastorizia e sfruttavano il legname abbondante vi erano numerosi boschi.

Roma nacque da villaggi uniti fra loro da una lingua comune e da un territorio che divenne poi fertile e aprì la strada all’attività maggiormente diffusa fra i romani: l’agricoltura.

La storia di Roma è una delle più interessanti, affascinanti e ricche di colpi di scena e misfatti degni di una fiction televisiva che va tanto di moda ora. Dopo il periodo monarchico, nel 509 a.C fu stabilita la Repubblica, periodo storico ricco di guerre di espansione sia nelle zone italiche, sia fuori dalla penisola. Quelle che tutti si ricordano sono le guerre puniche, di cui il protagonista (nella seconda guerra punica) fu Annibale e la sua ardua impresa sulle Alpi con 37 elefanti, circa 40000 soldati che furono dimezzati dal freddo e dalla fame. La frase di Annibale fu:“Se non c’è una strada, ne costruiremo una”.

E’ così che i condottieri del tempo animavano i loro soldati, altrimenti demotivati dalle incessanti maratone a piedi, senza cibo e in condizioni climatiche, a volte, disumane.

Così fece anche Giulio Cesare, famoso per la rapidità dei suoi spostamenti. Personaggio discusso: su di lui sono stati scritti vari libri in cui si narrano le vicende private (pare fosse un amatore incallito) e le imprese militari che lo resero popolare e famoso presso la popolazione che lo pianse disperata al suo pubblico funerale. Lì si creò un mito e una sorta di divinità mai tramontati nemmeno oggi.

La sua morte segnò una nuova epoca: quella imperiale che vide protagonisti personaggi discutibili come Nerone, che fu accusato di aver incendiato l’Urbe e grande persecutore di cristiani, uxoricida e matricida, tanto da essere condannato alla “damnatio memoriae“, dopo il suo suicidio. Ma vide anche imperatori capaci come Traiano il conquistatore della Dacia, Adriano e la costruzione del famoso vallo e abitante della meravigliosa villa di Tivoli, presso Roma, ancora oggi visitabile e straordinaria perché testimonianza di un’epoca e Vespasiano iniziatore dell’Anfiteatro meglio conosciuto come “Colosseo”. Dopo di lui, lo completò il figlio Tito, tristemente famoso perché sotto di lui Pompei ed Ercolano furono spazzate via dall’eruzione del Vesuvio.

Roma decadde nel 476 d.C ad opera dei barbari, ma continuò sul piano culturale, amministrativo, architettonico, linguistico a dettare legge tanto che tutto ciò è romano è la base di ogni civiltà europea. Si basti pensare all’architettura, alla costruzione di strade, alla lingua latina mai imperitura, alla giustizia, all’amministrazione pubblica e alla cultura dei nostri antenati.

Se vai a Roma, puoi respirare tutto ciò, percorrendo le strade e osservando i numerosi monumenti e le rovine che grazie alle opera di restauro e ad una scienza senza la quale non saremmo nemmeno qui a scrivere, l’archeologia, rivivono ancora oggi e ci lasciano letteralmente a bocca aperta!

Ma Roma è anche profumi, vita e ora, che è deserta, a causa della pandemia, ci racconta della sua eternità nonostante i popoli si siano fatti guerra, nonostante le incursioni barbariche, i loro saccheggi e le loro falcidie e nonostante tutto, è ancora lì ad attenderci con la sua storia sempiterna.

Fra le terme di Caracalla, la fontana di Trevi, il ponte Sant’Angelo, la colonna traianea e il Colosseo, Roma è ancora lì ad attenderci con i suoi manicaretti, il suo pullulare di turisti che spero ritorneranno lì fra quelle antiche “pietre” ad ammirare ciò che di più bello fu mai costruito.

BEATAM URBEM ROMANAM ET INVICTAM ET AETERNAM ILLA CONCORDIA DICERE.

(TITO LIVIO)