Oggi si celebra la Festa del Gatto

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Ricorre oggi, lunedì 17 febbraio 2020, la Festa del Gatto, istituita in Italia nel 1990, trent’anni fa.

La Festa del Gatto

Il 17 febbraio è la giornata dedicata a uno degli animali più amati dagli italiani. Uno spirito libero, un animale solitario, notturno e dall’animo curioso.

La giornalista Claudia Angeletti propose un sondaggio tra i lettori della rivista Tuttogatto per stabilire il giorno da dedicare a questi animali. Vinse la proposta della signora Oriella Del Col che spiegò i motivi che l’hanno spinta a optare per questa data dai molteplici significati. Eccoli.

Festa del Gatto: perché si celebra il 17 febbraio?

  • Febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ovvero degli spiriti liberi e anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole.
  • Tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando così gatti e magia.
  • Il 17, nella nostra tradizione, è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passati, è stata riservata al gatto.
  • La sinistra fama del 17 è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in VIXI ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non è così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite. Il 17 diventa quindi “1 vita per 7 volte”.

Tante le iniziative artistiche e di solidarietà a favore di questi splendidi felini in numerose città italiane.

E nel resto del mondo?

La data della Festa del Gatto è diversa da Paese a Paese: gli Stati Uniti la celebrano il 29 ottobre, il Giappone il 22 febbraio e la Russia il 1 marzo, mentre la Polonia il 17 febbraio come l’Italia.

Nel 2002 the International Fund for Animal Welfare decise di fissare l’8 agosto il World Cat Day.

Festa Nazionale del Gatto: I gatti nelle case degli italiani

Gli italiani secondo una ricerca del 2019 condotta dal Censis sono i primi in Europa per numero di animali domestici: sono presenti nel 52% delle case. L’Italia, con 53,1 animali da compagnia ogni 100 abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa. Meno dell’Ungheria (54,2 ogni 100 persone), ma più di Francia (49,1), Germania (45,4), Spagna (37,7) e Regno Unito (34,6). 

In Italia gli animali domestici sono in tutto 32 milioni e i gatti si “accontentano” della medaglia d’argento: ci sono 12,9 milioni di uccelli, 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani, 1,8 milioni di piccoli mammiferi (criceti e conigli), 1,6 milioni di pesci, 1,3 milioni di rettili.

Stando allo studio Assalco-Zoomark del 2019, inoltre, muovono l’economia: il mercato degli alimenti per gatti fa girare ogni anno 1.089 milioni di euro solo in Italia. 

Gatto

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Falsi miti da sfatare

Il gatto è un animale affascinante e misterioso spesso accompagnato da falsi miti e credenze popolari difficili da sfatare. Sono innumerevoli le leggende che ruotano intorno a questi felini.

Per fare chiarezza, gli esperti di Ca’ Zampa, gruppo di centri che si occupano della salute e del benessere degli amici a quattro zampe, ha stilato la lista delle credenze da sfatare, per aiutare proprietari e animali a vivere meglio.

  • I gatti di casa non si ammalano: anche se il gatto è domestico non si può considerare completamente al sicuro; ha indubbiamente meno probabilità di prendersi pulci e zecche rispetto agli animali che stanno all’aperto, ma non ne è immune. Poiché è sua abitudine rilassarsi sui davanzali e andare a curiosare in aree della casa che possono comportare dei rischi, come balconi, terrazze e garage è importante proteggerlo durante tutto l’anno.
  • Si tratta di un animale poco impegnativo: è un animale per natura indipendente, ma questo non deve far sì che venga lasciato a se stesso. È importante spazzolarlo frequentemente, procurarsi l’erba gatta per liberarsi dal pelo che ingerisce. Il gatto ha comunque bisogno di qualcuno che lo nutra, gli pulisca la sabbietta e lo coccoli.
  • Basta una visita all’anno di controllo: si stima che solamente un proprietario su 4 faccia visitare regolarmente il proprio gatto dal veterinario. Bisogna recarvisi almeno 2 volte l’anno e fare costanti controlli. Gli esperti consigliano un controllo delle urine almeno uno o due volte all’anno.
  • Amano la solitudine: tanti gatti non amano stare da soli per lungo tempo e mostrano segni di ansia e agitazione quando stanno lontani da qualcuno con cui hanno instaurato un forte legame. Come accorgersene? Piangono quando si sta per uscire di casa e si mostrano irrequieti con alcuni oggetti, non hanno appetito e hanno difficoltà ad urinare.
  • Fanno le fusa perché vogliono le carezze: si pensa sempre che le fusa siano solamente un segnale di benessere, ma a volte manifestano un senso di malessere e disagio, dovuto da ansia o dolore fisico. Le fusa sono sì una dimostrazione di soddisfazione e affetto, ma in genere rappresentano anche una necessità di attenzione.
  • Vedono al buio: i gatti, pur essendo animali notturni, non riescono a vedere nel buio più totale, ma hanno bisogno di una minima fonte di luce. I loro occhi hanno un elevato numero di fotorecettori, che in condizioni di oscurità permettono loro di assorbire una grande quantità di luce. È per questo che i gatti possono vedere al buio circa 6-8 volte meglio degli essere umani.
  • Il loro radar è il naso: a fare da potente sensore degli odori è la bocca. I gatti hanno una ghiandola posta sotto il palato, dietro gli incisivi superiori. Quando sono intenti ad annusare qualcosa, sembra che tendano a spalancare la bocca.

Il gatto nella storia

Già gli antichi Egizi veneravano questi felini: la dea Bastet aveva il corpo da donna e il viso da gatto. Tante le mummie di gatti ritrovate nelle tombe dagli archeologi. A Pompei alcuni mosaici testimoniano la loro presenza anche nella società romana.

Nel Medioevo, in Europa, i gatti furono demonizzati perché associati alla stregoneria, mentre nel Rinascimento la loro figura venne riabilitata grazie anche al loro ruolo attivo nella vita del villaggio, dato che cacciavano i topi.

Il poeta Francesco Petrarca ne era un grande estimatore: attribuito a lui il seguente aforisma

“L’umanità si può suddividere grosso modo in due categorie: coloro che amano i gatti e coloro che vengono puniti dalla vita”

Queste invece le parole di Hemingway:

“Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all’uomo: attraversare la vita senza fare rumore”

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